Provincia di Torino

Piemonte - Sigla: TO

315 Comuni Codice: 001 Regione: 01

Descrizione

Territorio. Gli attuali confini seguono generalmente lo spartiacque della catena alpina, quelli occidentali, meridionali e settentrionali, mentre a oriente ripercorrono le antiche divisioni territoriali tra i Savoia e il Monferrato. L’area è morfologicamente differenziata ed è occupata per il 75 % da montagna e collina. Il clima è continentale o alpino. Il paesaggio geomorfologico è il risultato di profonde modificazioni strutturali determinate da fattori esogeni. Prima dell’era cenozoica, l’area pianeggiante faceva parte di un bacino marittimo con un caratteristico fondale sedimentario; solo successivamente, con il ciclo orogenetico che portò alla formazione della catena alpina, il suolo si innalzò, con il progressivo formarsi della pianura padana. Si vennero a formare i solchi delle valli, che brevi corsi fluviali attraversavano portando con sé il detrito roccioso che sedimentava nei bacini marini superstiti, ai lati della catena alpina. Una minore formazione orogenetica pi๠tardiva portò al formarsi della zona collinare, in parte caratterizzata da una fase di rapido e giovanile modellamento erosivo. Sulla piana emersa si allargavano a ventaglio i primitivi fiumi alpini che andavano via via accumulando un unico e ampio conoide con l’unghia a ridosso della collina e l’apice allo sbocco delle valli. Con il pleistocene si alternarono quattro grandi glaciazioni; i ghiacci giunsero a lambire la zona da Rivoli a Ivrea, formandone gli anfiteatri morenici. Le valli del comprensorio portano ancora i segni dell’erosione degli antichi ghiacciai, oggi ridotti solo all’alta montagna. I tratti alpini che interessano la zona sono quelli delle Cozie e Graie. Tutta la provincia è ricca di acque, sia di falda che di fusione; i suoi fiumi, tutti affluenti del Po, sono, da nord: Dora Baltea, Orco, Stura di Lanzo, Dora Riparia, Sangone e Chisone. Le risorse minerarie sono considerevoli ma poco sfruttate: in specie minerali di ferro e di rame ma non trascurabili sono anche i giacimenti auriferi. Fino a un recente passato, la capillare urbanizzazione ha portato a un intenso sfruttamento delle risorse agricole, boschive e di allevamento, che ha determinato la complessa disposizione di centri abitati di ridottissime dimensioni su tutto il territorio. Il numero dei comuni della provincia, ben 315, è, infatti, il pi๠alto d’Italia. L’indice di vecchiaia è di poco superiore alla media nazionale. Lo stemma della Provincia di Torino è stato concesso dal Capo del Governo il 20 maggio 1930, con decreto conservato in originale nella Biblioteca provinciale. Tale atto riconosce alla Provincia di Torino il diritto di usare lo stemma del Principe Ereditario d’Italia e Principe di Piemonte “di rosso alla croce d’argento, caricata in capo di un lambello di tre pendenti d’azzurro”. Comunicazioni. La rete viaria, pur provata dal traffico sempre crescente, è ramificata e soddisfacente. Il nodo privilegiato è il capoluogo, ove si raccolgono tutte le vie di accesso alla provincia. Le autostrade presenti sono: A4 Torino-Trieste, A4/5 Ivrea-Santhià , A5 Torino-Aosta, A6 Torino-Savona, A21 Torino-Brescia, A32 Torino-Bardonecchia (via per la Francia attraverso il traforo del Frejus). Tutte le autostrade si collegano alla E70 Strada Tangenziale di Torino che costeggia il confine occidentale della città . Le strade statali, il cui tracciato spesso ripercorre quello delle antiche vie di comunicazione realizzate dai romani, sono numerose e, oltre a doppiare le autostrade, collegano i maggiori comuni, serviti anche da strade provinciali e comunali. Queste le strade statali presenti sul territorio: n. 10 Padana Inferiore, n. 11 Padana Superiore, n. 20 del Colle di Tenda e di Valle Roja, n. 23 del Colle di Sestriere, n. 24 del Monginevro, n. 25 del Moncenisio, n. 26 della Valle d’Aosta, n. 29 del Colle di Cadibona, n. 31 bis del Monferrato, n. 228 del Lago di Viverone, n. 335 di Bardonecchia, n. 393 di Villastellone, n. 419 della Serra, n. 458 di Casalborgone, n. 460 di Ceresole, n. 565 di Castellamonte, n. 589 dei Laghi di Avigliana, n. 590 della Valle Cerrina, n. 593 di Borgo d’Ale, n. 595 di Mazzè, n. 661 delle Langhe, n. 663 di Saluzzo. Il nodo ferroviario torinese è importante per il traffico diretto in Francia e per il trasferimento di merci delle aree industriali. La ferrovia statale offre limitati collegamenti ai centri maggiori; quella privata, raggiungendo comuni di dimensioni pi๠modeste, la completa, costituendo cosà¬, complessivamente, una rete ferroviaria pi๠adeguata alle esigenze del territorio. àˆ in via di realizzazione la metropolitana di Torino, unica in Piemonte. In una limitata area di Torino è presente anche un servizio di trasporto fluviale. I collegamenti aerei sono assicurati dall’aeroporto “Sandro Pertini”, che per la precisione ricade nel comune di Caselle Torinese (e quindi è noto come Torino/Caselle), dall’aeroporto di Cuneo/Levaldigi e da quello intercontinentale di Milano/Malpensa; quelli marittimi dai porti di Genova e Savona, in Liguria. Storia. I primi insediamenti, testimoniati dagli interessanti resti palafitticoli nell’area di Avigliana, risalgono al neolitico. Le prime trib๠celtiche, invece, vi si stabilirono attorno al 1000 a.C. Il territorio venne diviso tra le varie etnie: a nord gli Insubri, nel Canavese i Salassi, nella zona di Torino i Taurini, nel sud i Langates e gli Statelli. Le invasioni galliche del IV secolo a.C. diedero maggior uniformità ai popoli della regione e una coesione mai conosciuta prima. La prima fase della venuta delle genti latine è contraddistinta da accordi politici, commerciali e militari mentre la seconda è segnata da eccidi di massa, dei Salassi in particolar modo. Si arrivò, quindi, alla romanizzazione dell’intera area e alla cosiddetta Pax Romana. Roma sembrò privilegiare l’insediamento rurale: le terre confiscate alle popolazioni vinte erano state assegnate a veterani e coloni centroitalici con il trasferimento irrevocabile dei diritti di proprietà e con il sistema della centuriazione. Ciò aveva comportato, nelle zone pianeggianti, una modificazione radicale del paesaggio agrario mediante una trama di centuriazioni di cui ancor oggi esistono tracce (Pollenzo, Tortona, Chieri, Ivrea, Torino, ecc.), la razionalizzazione del sistema di colture e, piຠin generale, quella dello sfruttamento delle risorse. Al contrario, nelle zone collinari si era conservata l’ormai consolidata tradizione di un’economia basata sul pascolo e sul taglio boschivo, vitale per l’elemento indigeno non inurbato. Nella suddivisione amministrativa augustea dell’Italia, Augusta Taurinorum faceva parte della XI Regio Transpadana, separata dalla IX Regio Liguria dal fiume Po. La Pax Romana durò fino al IV secolo d.C., dopo di che Burgundi, Goti e Bizantini si contesero la regione. Nel 568, dopo l’avvento dei Longobardi, la provincia venne divisa in due marche: Torino e Ivrea. Nel 773 i Franchi, guidati da Carlo Magno, attraversano il confine segnato da Susa e invadono i territori longobardi, conquistandoli. L’ordinamento che durò fino allo sgretolarsi dell’Impero Franco, nel IX secolo, impose il dominio di Ivrea su tutta la provincia, sotto il controllo della famiglia Anscari. Nel X secolo, la zona sotto il dominio eporediese venne divisa in quattro marche: Arduinica (Torino), d’Ivrea (ridotta), Obertenga ed Aleramica. Dopo la morte dell’ultimo re italico, Arduino d’Ivrea, nel 1050, la famiglia dei Savoia acquisଠimportanza poiché aveva il controllo dei passi alpini, sulle principali vie di comunicazione. I vescovi fecero sentire la loro influenza sulle città , prima fra tutte Torino, fino a quando si formarono i Comuni. Nel XIV secolo le città caddero sotto il controllo dei conti di Savoia (valli di Lanzo, Susa, Ivrea e parte del Canavese), ad esclusione della parte meridionale della provincia con Torino, appartenente alla famiglia dei principi d’Acaia (Pinerolese e parte del Canavese). Da questo momento in poi le sorti della provincia si confondono con quelle dello Stato sabaudo. Tra il XV e il XVI secolo il potere dei Savoia si estende sempre pi๠ma subisce anche occupazioni da parte delle grandi potenze, confinanti e non, fino a quando nel 1559, con il trattato di Cateau Cambrésis, Emanuele Filiberto otterrà uno spazio di rilievo nella politica europea e il riconoscimento dei confini da parte degli altri Paesi. Sul finire del secolo XVIII il ciclone napoleonico portò una vera e propria ventata di novità . Le vicende successive furono quelle della Restaurazione e quindi del Risorgimento, con conseguente elevazione di Torino a capitale d’Italia. Con il trasferimento della capitale a Firenze, nel 1864, si ebbe una fase di arresto nel progresso della provincia e persino una grave recessione; solo con l’avvento di Giolitti, agli inizi del ‘900, iniziò la ripresa. Struttura socio-economica. Già massicciamente industrializzata sin dall’inizio del secolo scorso, la provincia di Torino ha mantenuto tale orientamento produttivo fino ai nostri giorni; il comparto principale è quello automobilistico, detenendo ben l’80% della produzione italiana. La restante parte delle maggiori industrie (siderurgiche, metallurgiche e meccaniche) sono sussidiarie a quella dell’automobile. Un piano di minor prestigio è occupato da quelle della gomma, delle materie plastiche, del tessile, della carta, del vetro, dell’abbigliamento, della grafica ed editoria, della trasformazione dei prodotti agricoli e dolciaria. L’area a maggiore concentrazione industriale è quella del capoluogo; nel 1973 si formarono i poli di Ivrea (con le sue famose industrie di meccanica ed elettronica, oggi in forte declino, di tessuti e prodotti chimici) e di Pinerolo (industrie meccaniche, tessili e conciarie). Da segnalare anche quelle: siderurgiche, presso Susa e Chivasso, dei cuscinetti a sfera, a Villar Perosa, tessili, presso Coazze e Venaria Reale. Alcune cartiere sono poste nelle vallate o al loro sbocco. Anche se per un lungo periodo si è vissuto un intenso spopolamento delle zone montane in favore del capoluogo, l’agricoltura è fortemente sviluppata; le principali risorse sono rappresentate dalle colture di cereali e foraggio e dagli allevamenti di bovini. Il turismo è legato alle attività alpine; le strutture sciistiche sono presenti soprattutto in Val di Susa con il comprensorio della Vialattea, uno dei pi๠importanti a livello europeo (sede delle olimpiadi invernali del 2006). Hanno sede in provincia uno dei maggiori quotidiani italiani nonché un paio a diffusione locale.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE Il territorio può essere suddiviso in tre aree, le cui caratteristiche fisiche ed economiche sono tra loro profondamente distinte: l’Area delle Alpi Cozie, al confine francese, costituita da territori vallivi del comprensorio di Lanzo (Grande, Ala, Vià¹), di Susa e Chisone; il Canavese (diviso in “alto” per la parte a nord e “basso” per quella meridionale), che include la città di Ivrea e la zona collinare prealpina e alpina fino al confine con la Val d’Aosta; il Torinese, che comprende l’area urbana e i comuni della pianura fino ai confini con le province di Cuneo e Asti. Tale distinzione deriva del retaggio storico-culturale costituitosi nel corso dei secoli. Area Alpi Cozie: Airasca, Ala di Stura, Almese, Angrogna, Avigliana, Balangero, Balme, Bardonècchia, Bibiana, Bobbio Pèllice, Borgone Susa, Bricherà sio, Bruzolo, Buriasco, Bussoleno, Cafasse, Campiglione-Fenile, Cantalupa, Cantòira, Cà prie, Cavour, Cercenasco, Ceres, Cesana Torinese, Chialamberto, Chianocco, Chiomonte, Chiusa di San Michele, Clavière, Coassolo Torinese, Coazze, Condove, Cumiana, Exilles, Fenestrelle, Frossasco, Garzigliana, Germagnano, Giaglione, Giaveno, Gravere, Groscavallo, Inverso Pinasca, Lanzo Torinese, Lèmie, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Macello, Massello, Mà ttie, Meana di Susa, Mezzenile, Mompantero, Monastero di Lanzo, Moncenà¬sio, Novalesa, Osasco, Oulx, Perosa Argentina, Perrero, Pessinetto, Pinasca, Pinerolo, Piscina, Pomaretto, Porte, Pragelato, Prali, Pramollo, Prarostino, Rorà , Roletto, Roure, Rubiana, Salbertrand, Salza di Pinerolo, San Didero, San Germano Chisone, San Giòrgio di Susa, San Pietro Val Lèmina, San Secondo di Pinerolo, Sant’Ambrògio di Torino, Sant’Antonino di Susa, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx, Scalenghe, Sestriere, Susa, Torre Pèllice, Traves, Usseaux, Ussèglio, Và ie, Valgiòie, Venà us, Vigone, Villafranca Piemonte, Villar Dora, Villar Focchiardo, Villar Pèllice, Villar Perosa, Virle Piemonte, Vià¹. Canavese: Agliè, Albiano d’Ivrea, à€lice Superiore, Alpette, Andrate, Azèglio, Bà iro, Baldissero Canavese, Banchette, Barbanà¬a, Barone Canavese, Bollengo, Borgiallo, Borgofranco d’Ivrea, Borgomasino, Bosconero, Brosso, Burolo, Busano, Caluso, Cà ndia Canavese, Canà¬schio, Caravino, Carema, Cascinette d’Ivrea, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Ceresole Reale, Chiaverano, Chiesanuova, Cicònio, Cà¬ntano, Cirié, Colleretto Castelnuovo, Colleretto Giacosa, Còrio, Cossano Canavese, Cucèglio, Cuorgné, Fà vria, Feletto, Fiorano Canavese, Foglizzo, Forno Canavese, Frassinetto, Front, Grosso, àŒngria, Issà¬glio, Ivrea, Lèssolo, Levone, Locana, Loranzè, Lugnacco, Lusigliè, Maglione, Mathi, Mazzè, Mercenasco, Meugliano, Montalenghe, Montalto Dora, Noasca, Nole, Nomà glio, Oglià nico, à'rio Canavese, Ozegna, Palazzo Canavese, Parella, Pavone Canavese, Pecco, Perosa Canavese, Pertà¹sio, Piverone, Pont Canavese, Prascorsano, Pratiglione, Quagliuzzo, Quassolo, Quincinetto, Ribordone, Rivara, Rivarolo Canavese, Rivarossa, Rocca Canavese, Romano Canavese, Ronco Canavese, Ruèglio, Salassa, Salerano Canavese, Samone, San Benigno Canavese, San Carlo Canavese, San Colombano Belmonte, San Giòrgio Canavese, San Giusto Canavese, San Martino Canavese, San Maurà¬zio Canavese, San Ponso, Scarmagno, Sèttimo Rottaro, Sèttimo Vittone, Sparone, Strambinello, Strambino, Tavagnasco, Torre Canavese, Trausella, Traversella, Valperga, Valprato Soana, Và uda Canavese, Vestignè, Vialfrè, Vico Canavese, Vidracco, Villanova Canavese, Villareggia, Vische, Vistròrio. Torinese:: Alpignano, Andezeno, Arignano, Baldissero Torinese, Beinasco, Bòrgaro Torinese, Brandizzo, Bròzolo, Bruà¬no, Brusasco, Buttiglièra Alta, Cambiano, Candiolo, Carignano, Carmagnola, Casalborgone, Caselette, Caselle Torinese, Castagneto Po, Castagnole Piemonte, Castiglione Torinese, Cavagnolo, Chieri, Chivasso, Cinzano, Collegno, Druento, Fiano, Gà ssino Torinese, Givoletto, Grugliasco, Isolabella, La Cassa, La Lòggia, Lauriano, Leinà¬, Lombardore, Lombriasco, Marentino, Mombello di Torino, Moncalieri, Montaldo Torinese, Montanaro, Montèu da Po, Moriondo Torinese, Nichelino, None, Orbassano, Osà sio, Pancalieri, Pavarolo, Pecetto Torinese, Pianezza, Pino Torinese, Piòbesi Torinese, Piossasco, Poirino, Pralormo, Reano, Rivalba, Rivalta di Torino, Riva presso Chieri, Rà¬voli, Robassomero, Rondissone, Rosta, San Francesco al Campo, Sangano, San Gà¬llio, San Mà uro Torinese, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Sà ntena, Sciolze, Sèttimo Torinese, Torino, Torrazza Piemonte, Trana, Trofarello, Val della Torre, Vallo Torinese, Varisella, Venarà¬a Reale, Verolengo, Verrà¹a Savòia, Villarbasse, Villastellone, Vinovo, Volpiano, Volvera. AREA ALPI COZIE Territorio. àˆ delimitato a ovest dal confine italo-francese, a oriente dalla pianura e a nord dalle Valli di Lanzo; procedendo verso sud si incontrano: la Val Grande, la Val di Ala, la Val di Vi๠e, successivamente, le valli di Susa e di Pinerolo. In questa zona le Alpi Cozie cedono il passo alle Graie con uno scenario di alte vette, meta di generazioni di alpinisti. I fiumi di fondovalle sono a carattere torrentizio; i principali sono: la Stura (dalle Valli di Lanzo) e la Dora Riparia (dalla Val di Susa); entrambi sono affluenti del Po, che incontrano nella zona del torinese. La vegetazione è tipicamente alpina, con la presenza di castagni e, con l’aumentare della quota, faggi e larici, che cedono il posto all’ambiente glaciale (in costante diminuzione). Le valli pi๠a settentrione sono strette e ripide mentre quelle pi๠a meridione, offrono in alternativa ampie conche verdi e pendii pi๠dolci. Sono presenti numerosi parchi naturali che raccolgono una discreta varietà di fauna e di flora. Comunicazioni. Sin dall’antichità la zona delle Alpi Cozie è stata la principale via di comunicazione con la Francia, grazie ai passi del Monginevro e del Moncenisio (attraversato da Annibale nel 218 a.C.). Giulio Cesare fece costruire la via “Cottia per Alpem” nel 58 a.C. per permettere alle sue legioni il transito per la conquista delle Gallie. Il Frejus, il pi๠antico traforo ferroviario d’Europa, sito in Val di Susa, garantisce agevoli transiti oltre il confine francese in tutte le stagioni. Sono allo studio ampliamenti per consentire la realizzazione della sospirata linea ad alta velocità . Alternativa alla ferrovia è l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia che collega il confine con la città di Torino. Due strade statali collegano i passi con la città di Susa: la n. 25 del Moncenisio e la E70 Strada Tangenziale di Torino. Nelle altre valli le comunicazioni sono pi๠difficoltose. I collegamenti aerei per quanto riguarda i voli nazionali e internazionali sono garantiti dall’aeroporto di Cuneo/Levaldigi e da quello di Torino/Caselle; per le linee intercontinentali dirette ci si serve dell’aerostazione di Milano/Malpensa. Il porto a cui si fa riferimento è quello di Savona. Storia. Abitate sin dall’antichità da popolazioni celtiche, le valli di questa particolare zona conservano lingue e usi a metà fra quelli italiani e quelli francesi. La trib๠celto-liguri che vi abitavano furono molte: tra esse gli Ocelenses e i Lancenses, che occupavano le Valli delle tre Sture. All’epoca di Augusto, completata la romanizzazione della Gallia, il sopravvivere di nuclei autonomi in un’area strategica come quella alpina costituiva un anacronismo e una minaccia. Ancora una volta si fece ricorso sia alla diplomazia sia all’intervento militare: per la diplomazia si ricorda l’alleanza con il re segusino Cozio, che accettò il governo di Roma (da lui prendono il nome le Alpi Cozie). Dopo la caduta dell’impero romano, dipesero dal governo franco finché gli imperatori germanici, eredi di Carlo Magno, nell’undicesimo secolo lasciarono il controllo dei passi a un loro feudatario di fiducia: Umberto di Biancamano (capostipite della casata sabauda). Le valli che costituiscono quest’area sono tutte di tradizione provenzale. Conobbero un certa indipendenza grazie alla collaborazione tra comunità vallive, che costituirono solide fratellanze, denominate “escarton”. Sciolto questo sodalizio, la zona cadde sotto alterne dominazioni: francese, savoiarda e saracena. Area di confine, era fortificata per difendere le sue importanti vie di comunicazione (ancora oggi sono visibili e visitabili i forti di Exilles, Fenestrelle e Chaberton). Va sottolineata la presenza della pi๠numerosa comunità valdese in territorio italiano: insediati, in particolare, nelle valli del Pinerolese, i valdesi (cristiani protestanti seguaci di Valdo) furono oggetto di spietate persecuzioni; solo con lo Statuto Albertino fu concessa loro piena libertà religiosa. Struttura socio-economica. Grande importanza riveste il turismo, in particolare per la Val di Susa, sede del comprensorio sciistico pi๠vasto d’Italia (la Vialattea) distribuito su 140 piste per un’estensione lineare di 400 km con ben 92 impianti di risalita: sarà sede delle olimpiadi invernali nel 2006. Il turismo è legato soprattutto all’offerta di varie opportunità , da quelle sportive a quelle culturali e storiche (fortezze, antichi sentieri e villaggi), senza dimenticare la forte attrattiva paesaggistica e naturalistica. Parte importante nell’economia delle valli, è l’allevamento bovino e ovino, con conseguente produzione casearia (Toma) e della carne (tagli tipici regionali). Dopo un periodo di discreto sviluppo nel dopoguerra, l’industrializzazione si è arrestata: la distanza dalle grandi vie di comunicazione e le difficili condizioni climatiche, infatti, rappresentano altrettanti fattori disincentivanti. CANAVESE Territorio. Il nome “Canavese” deriva dall’antica Canava, che si trovava in riva al torrente Orco, tra le attuali Cuorgnè, Rivarolo Canavese e Castellamonte. Storicamente l’area si identifica con il nucleo attorno al quale si è sviluppata e ha influito in modo massiccio la città di Ivrea. àˆ posta al confine con la Val d’Aosta e, per un breve tratto (quello della valle Orco), con la Francia. La natura geografica è varia poiché comprende l’alta quota (4.061 m del comprensorio del Gran Paradiso), le colline dell’anfiteatro morenico di Ivrea e la pianura prossima a Torino. I valichi sono assenti e l’unico passaggio è costituito da quello che costeggia la Dora Baltea. Tutta la zona a nord è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, che in territorio piemontese si estende per circa 35.000 ettari, costituendo uno dei pi๠grandi parchi europei. Nella zona collinare sono presenti alcuni laghi di origine glaciale, resti degli antichi ghiacciai che nel Quaternario lambivano la zona di Torino. La parte pianeggiante, formata dai depositi alluvionali del Po, è il primo lembo della lunga pianura padana. Il clima è continentale o alpino, appena mitigato in prossimità dei laghi. Comunicazioni. Il Canavese ha un’antica ed efficiente rete viaria alla quale è affiancata quella moderna, che però è insufficiente e sottodimensionata: la maggior parte delle strade è di competenza provinciale. I trasporti su cui si basa la vita economica sono per lo pi๠affidati alla gomma, mentre la rete ferroviaria ha subito un forte ridimensionamento per via dello spopolamento a cui l’area è soggetta; parte dei collegamenti sono affidati a ferrovie private, che offrono una buona alternativa a quella statale, presente solo in pochi grandi centri. La zona, essendo ricca di corsi d’acqua a carattere torrentizio, è stata soggetta ad alluvioni (in particolare quella del 2000) che hanno reso necessario il rifacimento di numerosi ponti andati distrutti. àˆ presente l’autostrada A5 che collega Torino con Aosta; lo snodo presso Ivrea la mette in comunicazione con la A4 Torino-Trieste, e quindi, con Milano. La valle Orco, la principale del comprensorio, pur confinando con la Francia, è cieca: solo due sentieri attraversano il confine mettendo in comunicazione il Parco Nazionale del Gran Paradiso con il simmetrico francese della Vanoise. I collegamenti aerei per quanto riguarda i voli nazionali e internazionali sono garantiti dall’aeroporto di di Torino/Caselle; per le linee intercontinentali dirette ci si serve dell’aerostazione di Milano/Malpensa. Il porto a cui si fa riferimento è quello di Genova. Storia. Le prime popolazioni che si insediarono nel territorio canavese furono i Liguri, che allora occupavano, oltre all’odierna Liguria, anche gran parte dello stesso Piemonte e della costa tirrenica sino alla foce dell’Arno. Ad essi poi si aggiunsero i Celti, penetrati da oriente nell’alto Piemonte. L’interesse di Roma per la Pianura Padana occidentale si manifestò solo agli inizi del II sec. a.C., al termine della seconda guerra punica. La necessità di proteggere stabilmente due importanti colonie quali Piacenza e Cremona, già gravemente minacciate dai Galli, e l’aiuto offerto da molti Liguri ai Cartaginesi durante il conflitto giustificarono la nuova politica di intervento. La penetrazione nel territorio non avvenne attraverso un unico episodio di conquista, bensଠmolto gradualmente. Dopo la fondazione di colonie poco pi๠a sud, nel 100 a.C. nacque Eporedia (Ivrea), alle porte della Val d’Aosta, per fronteggiare le scorrerie dei Salassi. Il I secolo a.C. si connotò come decisivo per la romanizzazione del Piemonte, prima con Cesare, poi con Augusto. Fino al IV secolo durò la Pax Romana. Seguirono le invasioni barbariche, la conquista longobarda (si costituଠallora il ducato d’Ivrea) e, nel 773, l’avvento dei carolingi. Poi, con il passare del tempo, si ebbe un collasso delle città , divenute obiettivo principale di saccheggi a causa dell’indebolimento dell’autorità centrale. La marca d’Ivrea passa nelle mani dei Savoia tra i secoli X e XII ma solo nel XVI inizia la modernizzazione, con un ritrovato sviluppo economico. La storia pi๠recente del Canavese ripercorre le sorti di Ivrea. Numerosi sono i resti di un glorioso passato: da quelli pi๠antichi, provenienti direttamente dalle trib๠celtiche, sotto forma di megaliti, a quelli dell’occupazione romana, come ponti, torri e mura, a quelli che pi๠contraddistinguono il panorama canavese medioevale: i suoi castelli. Quando Torino iniziò ad acquistare rilevanza, dopo il trasferimento della capitale da Chambery, Ivrea e l’area circostante subirono un declino e la dipendenza burocratica. Struttura socio-economica. Il Canavese si distingue per l’elevato frazionamento urbano, che si registra anche all’interno dei singoli comuni. I terreni sono estesi e intensamente sfruttati in pianura (colture di frumento, mais, riso, foraggi, barbabietola da zucchero, soia, ortaggi e, lungo i corsi d’acqua, pioppi) mente sui rilievi collinari, sono utilizzati soprattutto per colture di alto fusto (frutteti, castagneti e noccioleti) o vitivinicole (Erbaluce). Nella parte montana vi sono allevamenti di capi sceltissimi di bovini della razza alpina, con conseguente produzione di formaggi, per la maggior parte a pasta molle e di tipo artigianale mentre in pianura l’allevamento bovino si orienta verso la razza piemontese ed è affiancato da quello di pollame e suini. Sempre in campo agricolo ed alimentare, è da segnalare la presenza di produzioni enologiche e dei distillati nonché dell’industria dolciaria. àˆ di grande importanza il polo industriale delle comunicazioni e dell’elettronica, seppure, quest’ultimo, in forte flessione rispetto al recente passato. L’area che trae giovamento da queste imprese è quella intorno a Ivrea, dove nacque la storica industria delle macchine da scrivere e dove, pi๠recentemente, è nata un’altrettanto nota società per le telecomunicazioni. L’industria metalmeccanica è rappresentata da aziende che producono soprattutto per il comparto dell’automobile. L’area alpina è potentemente sfruttata per la produzione di energia elettrica grazie alla presenza di numerose dighe (ben 7) e centrali idroelettriche. TORINESE Territorio. Posta tra le province di Cuneo, Asti, Alessandria e Vercelli, è la zona in cui sorge Torino. I confini non sono rappresentati da fiumi o crinali; pi๠che essere dovuti alla natura del terreno, sono invece di natura politica e storica, segno ancora attuale delle antiche frammentazioni medioevali. La natura del terreno è prevalentemente piana o collinare. L’origine del terreno, come per tutta la pianura padana, è alluvionale. La posizione è favorevole dal punto di vista commerciale poiché rappresenta il crocevia di importanti collegamenti con i grandi centri italiani e francesi. Comunicazioni. Il sistema viario, seppur valido, è ancora insufficiente a smaltire l’intenso traffico cui è soggetto; è per questo che la E70 Strada Tangenziale di Torino sarà soggetta ad ampliamenti che, grazie alle interconnessioni con la direttissima per Caselle (aeroporto), con le autostrade A5 Torino-Aosta, A4 Torino-Trieste e A21 Torino-Brescia, soddisferà le necessità di mobilità della zona. Una rete ferroviaria ben sviluppata, invece, fornisce collegamenti, frequenti e ben distribuiti, con tutto il territorio nazionale e con l’Europa occidentale; in special modo a Torino sono presenti ben cinque stazioni, con uno sviluppo di circa 15 km per il solo circuito urbano, segno evidente dell’importanza dello scalo. àˆ presente anche una linea ferroviaria privata, che garantisce i collegamenti con i comuni non serviti da quella statale. àˆ in progetto anche la costruzione di nuove linee. I collegamenti aerei per quanto riguarda i voli nazionali e internazionali sono garantiti dall’aeroporto di Cuneo/Levaldigi e da quello di Torino/Caselle; per le linee intercontinentali dirette ci si serve dell’aerostazione di Milano/Malpensa. Il porto a cui si fa riferimento sono quelli di Savona e Genova. Storia. Il Torinese fu abitato sin dall’antichità dalla trib๠celtica dei Taurini. Quando gli invasori romani giunsero ai confini dei territori controllati dagli autoctoni, si cercarono accordi e l’occupazione non fu nel complesso sanguinosa. La fondazione di Torino, avvenuta nella seconda metà del I secolo a.C., seguଠdi circa un centinaio di anni quella di Tortona, a sud, e di circa settantacinque anni quella di Ivrea, a nord; la nascita di Augusta Taurinorum deve essere inserita nel quadro di ottime relazioni tra i romani e le popolazioni celtiche locali. L’evangelizzazione, proveniente dalla sede episcopale di Milano attraverso le grandi direttrici stradali, si affermò nel corso del IV secolo, dapprima nei nuclei urbani. Occupata dai longobardi e successivamente dai franchi, l’area fu contesa successivamente dai signori del Monferrato e dai Savoia. In epoca rinascimentale conobbe un certo sviluppo: vennero realizzate opere notevoli, sia di pregio architettonico che di innovativa ingegneria militare. Cadde ripetutamente sotto il dominio francese, fino alla caduta di Napoleone e alla conseguente Restaurazione. Dopo di che fu fucina principale del Risorgimento e delle grandi innovazioni e iniziative che porteranno alla costituzione del regno d’Italia nel 1861. Struttura socio-economica. Di tipica tradizione industriale e agricola, conta presenze turistiche di rilievo nella sola area cittadina. Storicamente sono presenti sul territorio le pi๠grandi società italiane operanti nel comparto metalmeccanico; ad esse si affiancano anche produzioni di altri comparti: tessile ed abbigliamento, elettronico e delle telecomunicazioni, poligrafico e dell’editoria, della gomma e del terziario. Per la sua massiccia industrializzazione la zona è tra le pi๠attive d’Italia, facendo parte, con Milano e Genova, del cosiddetto “triangolo industriale”, vero motore trainante dell’economia nazionale. Grazie alla fertilità dal terreno, che permette coltivazioni intensive, grande sviluppo è stato impresso anche all’industria alimentare e a quella dolciaria in particolare. Sede, anche col suo politecnico, di uno dei principali poli universitari d’Italia, garantisce l’accesso a una grande varietà di indirizzi di studio.

Comuni della Provincia

315 comuni
Agliè
Scopri
Airasca
Scopri
Ala di Stura
Scopri
Albiano d'Ivrea
Scopri
Àlice Superiore
Scopri
Almese
Scopri
Alpette
Scopri
Alpignano
Scopri
Andezeno
Scopri
Andrate
Scopri
Angrogna
Scopri
Arignano
Scopri
Avigliana
Scopri
Azèglio
Scopri
Bàiro
Scopri
Balangero
Scopri
Baldissero Canavese
Scopri
Baldissero Torinese
Scopri
Balme
Scopri
Banchette
Scopri
Barbania
Scopri
Bardonècchia
Scopri
Barone Canavese
Scopri
Beinasco
Scopri
Bibiana
Scopri
Bobbio Pèllice
Scopri
Bollengo
Scopri
Bòrgaro Torinese
Scopri
Borgiallo
Scopri
Borgofranco d'Ivrea
Scopri
Borgomasino
Scopri
Borgone Susa
Scopri
Bosconero
Scopri
Brandizzo
Scopri
Bricheràsio
Scopri
Brosso
Scopri
Bròzolo
Scopri
Bruìno
Scopri
Brusasco
Scopri
Bruzolo
Scopri
Buriasco
Scopri
Burolo
Scopri
Busano
Scopri
Bussoleno
Scopri
Buttiglièra Alta
Scopri
Cafasse
Scopri
Caluso
Scopri
Cambiano
Scopri
Campiglione-Fenile
Scopri
Càndia Canavese
Scopri
Candiolo
Scopri
Canìschio
Scopri
Cantalupa
Scopri
Cantòira
Scopri
Càprie
Scopri
Caravino
Scopri
Carema
Scopri
Carignano
Scopri
Carmagnola
Scopri
Casalborgone
Scopri
Cascinette d'Ivrea
Scopri
Caselette
Scopri
Caselle Torinese
Scopri
Castagneto Po
Scopri
Castagnole Piemonte
Scopri
Castellamonte
Scopri
Castelnuovo Nigra
Scopri
Castiglione Torinese
Scopri
Cavagnolo
Scopri
Cavour
Scopri
Cercenasco
Scopri
Ceres
Scopri
Ceresole Reale
Scopri
Cesana Torinese
Scopri
Chialamberto
Scopri
Chianocco
Scopri
Chiaverano
Scopri
Chieri
Scopri
Chiesanuova
Scopri
Chiomonte
Scopri
Chiusa di San Michele
Scopri
Chivasso
Scopri
Cicònio
Scopri
Cìntano
Scopri
Cinzano
Scopri
Cirié
Scopri
Clavière
Scopri
Coassolo Torinese
Scopri
Coazze
Scopri
Collegno
Scopri
Colleretto Castelnuovo
Scopri
Colleretto Giacosa
Scopri
Condove
Scopri
Còrio
Scopri
Cossano Canavese
Scopri
Cucèglio
Scopri
Cumiana
Scopri
Cuorgné
Scopri
Druento
Scopri
Exilles
Scopri
Fàvria
Scopri
Feletto
Scopri
Fenestrelle
Scopri
Fiano
Scopri
Fiorano Canavese
Scopri
Foglizzo
Scopri
Forno Canavese
Scopri
Frassinetto
Scopri
Front
Scopri
Frossasco
Scopri
Garzigliana
Scopri
Gàssino Torinese
Scopri
Germagnano
Scopri
Giaglione
Scopri
Giaveno
Scopri
Givoletto
Scopri
Gravere
Scopri
Groscavallo
Scopri
Grosso
Scopri
Grugliasco
Scopri
Ìngria
Scopri
Inverso Pinasca
Scopri
Isolabella
Scopri
Issìglio
Scopri
Ivrea
Scopri
La Cassa
Scopri
La Lòggia
Scopri
Lanzo Torinese
Scopri
Lauriano
Scopri
Leinì
Scopri
Lèmie
Scopri
Lèssolo
Scopri
Levone
Scopri
Locana
Scopri
Lombardore
Scopri
Lombriasco
Scopri
Loranzè
Scopri
Lugnacco
Scopri
Luserna San Giovanni
Scopri
Lusernetta
Scopri
Lusigliè
Scopri
Macello
Scopri
Maglione
Scopri
Marentino
Scopri
Massello
Scopri
Mathi
Scopri
Màttie
Scopri
Mazzè
Scopri
Meana di Susa
Scopri
Mercenasco
Scopri
Meugliano
Scopri
Mezzenile
Scopri
Mombello di Torino
Scopri
Mompantero
Scopri
Monastero di Lanzo
Scopri
Moncalieri
Scopri
Moncenìsio
Scopri
Montaldo Torinese
Scopri
Montalenghe
Scopri
Montalto Dora
Scopri
Montanaro
Scopri
Montèu Da Po
Scopri
Moriondo Torinese
Scopri
Nichelino
Scopri
Noasca
Scopri
Nole
Scopri
Nomàglio
Scopri
None
Scopri
Novalesa
Scopri
Ogliànico
Scopri
Orbassano
Scopri
Orio Canavese
Scopri
Osasco
Scopri
Osàsio
Scopri
Oulx
Scopri
Ozegna
Scopri
Palazzo Canavese
Scopri
Pancalieri
Scopri
Parella
Scopri
Pavarolo
Scopri
Pavone Canavese
Scopri
Pecco
Scopri
Pecetto Torinese
Scopri
Perosa Argentina
Scopri
Perosa Canavese
Scopri
Perrero
Scopri
Pertùsio
Scopri
Pessinetto
Scopri
Pianezza
Scopri
Pinasca
Scopri
Pinerolo
Scopri
Pino Torinese
Scopri
Piòbesi Torinese
Scopri
Piossasco
Scopri
Piscina
Scopri
Piverone
Scopri
Poirino
Scopri
Pomaretto
Scopri
Pont Canavese
Scopri
Porte
Scopri
Pragelato
Scopri
Prali
Scopri
Pralormo
Scopri
Pramollo
Scopri
Prarostino
Scopri
Prascorsano
Scopri
Pratiglione
Scopri
Quagliuzzo
Scopri
Quassolo
Scopri
Quincinetto
Scopri
Reano
Scopri
Ribordone
Scopri
Riva presso Chieri
Scopri
Rivalba
Scopri
Rivalta di Torino
Scopri
Rivara
Scopri
Rivarolo Canavese
Scopri
Rivarossa
Scopri
Rìvoli
Scopri
Robassomero
Scopri
Rocca Canavese
Scopri
Roletto
Scopri
Romano Canavese
Scopri
Ronco Canavese
Scopri
Rondissone
Scopri
Rorà
Scopri
Rosta
Scopri
Roure
Scopri
Rubiana
Scopri
Ruèglio
Scopri
Salassa
Scopri
Salbertrand
Scopri
Salerano Canavese
Scopri
Salza di Pinerolo
Scopri
Samone
Scopri
San Benigno Canavese
Scopri
San Carlo Canavese
Scopri
San Colombano Belmonte
Scopri
San Didero
Scopri
San Francesco al Campo
Scopri
San Germano Chisone
Scopri
San Gìllio
Scopri
San Giòrgio Canavese
Scopri
San Giòrio di Susa
Scopri
San Giusto Canavese
Scopri
San Martino Canavese
Scopri
San Maurìzio Canavese
Scopri
San Màuro Torinese
Scopri
San Pietro Val Lèmina
Scopri
San Ponso
Scopri
San Raffaele Cimena
Scopri
San Sebastiano da Po
Scopri
San Secondo di Pinerolo
Scopri
Sangano
Scopri
Sant'Ambrògio di Torino
Scopri
Sant'Antonino di Susa
Scopri
Sàntena
Scopri
Sauze d'Oulx
Scopri
Sauze di Cesana
Scopri
Scalenghe
Scopri
Scarmagno
Scopri
Sciolze
Scopri
Sestriere
Scopri
Sèttimo Rottaro
Scopri
Sèttimo Torinese
Scopri
Sèttimo Vittone
Scopri
Sparone
Scopri
Strambinello
Scopri
Strambino
Scopri
Susa
Scopri
Tavagnasco
Scopri
Torino
Scopri
Torrazza Piemonte
Scopri
Torre Canavese
Scopri
Torre Pèllice
Scopri
Trana
Scopri
Trausella
Scopri
Traversella
Scopri
Traves
Scopri
Trofarello
Scopri
Usseaux
Scopri
Ussèglio
Scopri
Vàie
Scopri
Val della Torre
Scopri
Valgiòie
Scopri
Vallo Torinese
Scopri
Valperga
Scopri
Valprato Soana
Scopri
Varisella
Scopri
Vàuda Canavese
Scopri
Venarìa Reale
Scopri
Venàus
Scopri
Verolengo
Scopri
Verrùa Savòia
Scopri
Vestignè
Scopri
Vialfrè
Scopri
Vico Canavese
Scopri
Vidracco
Scopri
Vigone
Scopri
Villafranca Piemonte
Scopri
Villanova Canavese
Scopri
Villar Dora
Scopri
Villar Focchiardo
Scopri
Villar Pèllice
Scopri
Villar Perosa
Scopri
Villarbasse
Scopri
Villarèggia
Scopri
Villastellone
Scopri
Vinovo
Scopri
Virle Piemonte
Scopri
Vische
Scopri
Vistròrio
Scopri
Viù
Scopri
Volpiano
Scopri
Volvera
Scopri

Informazioni

  • Nome completo Torino
  • Sigla TO
  • Codice ISTAT 001
  • Regione Piemonte
  • Numero comuni 315

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

Mappa Provincia

Caricamento mappa...

Mappa dei comuni della provincia