Cenni storici su Villafranca Piemonte.
Il nome, documentato come “Villamfrancam” nel 1197, è collegato alla speciale condizione giuridica di cui godevano gli abitanti, esenti da legami e tributi feudali.
L’insediamento si formò dopo il 1177 per accogliere gli abitanti dei tre borghi di Soave, San Giovanni e Musinasco, distrutti pochi anni prima dall’esercito di Federico Barbarossa.
A partire dal XII secolo entrò a far parte dei domini del conte Tommaso I di Savoia, che ne favorì lo sviluppo, decidendone la fortificazione e la trasformazione in CASTRUM, cioè piazzaforte militare destinata a vigilare sul Po.
Fu interessata dalle lotte che, durante tutto il Medioevo, videro i Savoia scontrarsi con i marchesi di Saluzzo e con quelli del Monferrato e fu colpita anche da terribili carestie e epidemie di peste che provarono duramente la popolazione.
Agli inizi del XVI secolo fu coinvolta nella guerra che opponeva la Lega Santa alla Francia di Francesco I e che vide, sul suo suolo, la sconfitta di Prospero Colonna, comandante delle truppe pontificie, a opera dei francesi.
Come il resto del Piemonte, subì tra il XVII e XIX secolo numerose invasioni francesi, riportando gravi danni, come la totale distruzione del castello.
Soltanto nel corso dell’Ottocento conobbe un periodo di tranquillità e di sviluppo, favorito dalla crescita di varie aziende agricole e dalla costruzione del ponte sul Po, che facilitava gli scambi commerciali.
La sua storia seguente non evidenzia avvenimenti di particolare rilievo.
Tra le testimonianze del ricco patrimonio storico-architettonico, figurano: la parrocchiale di Santo Stefano, costruita nelle forme attuali agli inizi del XV secolo per volontà del principe Aimone di Savoia, in sostituzione della precedente chiesa risalente al XII secolo, e l’antica cappella di Missione, riedificata sul finire del XIV secolo e impreziosita da pregevoli affreschi quattrocenteschi.
Degni di menzione sono anche altri edifici religiosi come le seicentesche chiese di Santa Maria Maddalena e dell’Annunziata.