Cenni storici su Salbertrand.
La prima citazione sembra risalire al 1001 con Sala Bertae, mai reperita nelle carte esaminate, che invece riportano spesso Salaberta.
L’etimo è rappresentato da “sala”, voce longobarda, che significa ‘corte, edificio’ e più specificatamente ‘casa di campagna’, e dal termine personale germanico “Bertha”.
La sua storia segue quella dell’alta valle: appartenne dapprima al regno di Borgogna, poi al Delfinato e, infine, alla Francia fino al 1713, quando passò ai Savoia.
Sul finire del XVII secolo vi ebbe luogo una battaglia tra le truppe francesi e i valdesi, che permise a quest’ultimi di insediarsi nella natia Val Chisone.
Di notevole interesse artistico è la parrocchiale di San Giovanni Battista, risalente al Cinquecento.
Da notare il portale in pietra da taglio, scolpito da Matteus Rode, i pregevoli affreschi del XV-XVI secolo e il campanile.
Merita di essere ricordata anche la parrocchiale di San Cristoforo, la cui facciata presenta l’effige del Santo che attraversa le acque portando Gesù sulle spalle.
Al centro dell’abitato vi è poi una fontana in pietra scolpita, risalente al 1524.