Romano Canavese

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 11.22 km² Codice ISTAT: 223
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Descrizione

Romano Canavese in sintesi.
Comune di pianura, di antica origine romana, che accanto alle tradizionali attività agricole ha affiancato attività industriali e terziarie.
I romanesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; la restante parte si distribuisce nuclei urbani minori di Croce di Castelletto e Canton Moretti, oltre a in poche case sparse.
Il territorio ha un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche appena accennate.
L’abitato, interessato da una forte espansione edilizia, è adagiato in posizione ripida su una bassa collina morenica.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Romano Canavese.
È si trova nella parte nord-orientale della provincia, alle pendici delle colline moreniche, come a dominare la vasta pianura che si adagia ai suoi piedi, in prossimità del torrente Chiusella, tra Ivrea, Strambino, Mercenasco, Scarmagno, Perosa Canavese e Pavone Canavese.
Dista soli 2 km dalla strada statale n.
26 della Valle d’Aosta e dal casello di Scarmagno, che immette sull’autostrada A5 Torino-Aosta.
La stazione ferroviaria di riferimento, posta sulla linea Chivasso-Aosta, si trova a 2 km.
L’aeroporto più vicino, per i voli nazionali e internazionali, è a 39 km; per le linee intercontinentali dirette si utilizza l’aerostazione di Milano/Malpensa, a 101 km.
Il porto dista 182 km.
La popolazione gravita su Ivrea per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Romano Canavese.
Relativamente al toponimo, esiste una ricca serie di attestazioni che fin dall’anno Mille documenta ROMANUS, in alternanza tuttavia a “Romaynus” e “Romain”, accanto a forme letterarie, nelle quali si legge chiaramente ROMANIS.
La denominazione trarrebbe origine dall’insediamento di un compatto nucleo familiare di antica origine romana nella zona.
Il suo nome non lascia dubbi, quindi, sulla sua origine romana: oltre al toponimo permangono alcune tracce della presenza romana, quali i ritrovamenti di mattoni e ceramica e i segni della CENTURIATIO nelle campagne.
Le fonti storiche, tuttavia, documentano la sua esistenza solo a partire dal Medioevo.
Seguì le sorti degli altri borghi dell’area Canavese: distrutti dalle lotte tra guelfi e ghibellini, riconquistarono una certa tranquillità politica sotto il dominio di casa Savoia, a partire dalla metà del Trecento.
La sua storia comunque si distingue per un evento di grande importanza strategico-politica: la battaglia combattuta nell’Ottocento tra gli austro-sabaudi e i francesi sul ponte del torrente Chiusella.
La vittoria permise ai francesi, guidati dal generale Murat, di marciare indisturbati verso Vercelli e Milano.
Sopravvive alla battaglia il ponte in pietrame e laterizio, opera di ingegneria realizzata verso la metà del Settecento dall’architetto Bruschetti.
Vanta anche una feconda generazione di stampatori fin dai primi decenni successivi all’invenzione dell’ARS NOVA.
Nell’ambito di questa tradizione, nel 1935, nasce la tipografia Ferrero.
Della struttura fortificata composta da torri, ponti levatoi e castelli si conservano solo poche opere, tra cui la torre quadrata che, inizialmente costruita per scopi militari, ha subito nel corso dei secoli una serie di modifiche, come l’inserimento di un orologio e la realizzazione della cella campanaria.
Ai piedi della torre, su un rialzo naturale, sorgeva il ricetto, circondato da mura di difesa ancora parzialmente individuabili; nella porta nord si possono notare tracce di stemmi affrescati; la porta meridionale costituisce un eccezionale esempio di duplicazione della struttura, in quanto alla torre in pietra, del XIII secolo, fu accostata, nel XV secolo, quella in laterizio.
A ridosso della porta sorse nel Medioevo la parrocchiale di San Pietro (ora chiamata chiesa di Santa Marta), ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo.
Degne di menzione sono in aggiunta la parrocchiale dei Santi Pietro e Solutore, imponente costruzione ottocentesca, al tempo stesso semplice ed elegante; la villa Bocca, opera di architettura neoclassica; l’antica chiesa di San Solutore; la chiesa di Santa Maria delle Grazie e la cappella di San Rocco, situate nella frazione Cascine.

Economia

Struttura economica di Romano Canavese.
È sede di Pro Loco.
Nell’economia locale l’agricoltura conserva un ruolo importante: si coltivano cerali, frumento e viti; diffuso è anche l’allevamento di bovini, suini e avicoli.
L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti alimentare, edile, tessile, chimico, meccanico, metallurgico, elettronico, del legno, delle confezioni, della stampa, della lavorazione di articoli in gomma e in plastica, della pietra e della fabbricazione di strumenti di precisione e di mobili.
Il terziario si compone di una sufficiente rete commerciale oltre che dell’insieme dei servizi.
Per il sociale mancano strutture di una certa rilevanza.
Le strutture scolastiche garantiscono la frequenza delle classi materne ed elementari; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno; quelle sanitarie assicurano il servizio farmaceutico.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Romano Canavese.
Ospedale a IvreaUsl n.
9 di IvreaCarabinieri a StrambinoGuardia di finanza a IvreaVigili del fuoco a IvreaPretura di Ivrea sez.
StrambinoTribunale a IvreaCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a IvreaUfficio del Registro a IvreaConservatoria dei Registri Immobiliari a IvreaStazione ferroviaria a StrambinoAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Genova

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Romano Canavese.
Sebbene non sia una meta turistica particolarmente celebrata, offre comunque la possibilità a quanti vi si rechino di godere di una suggestiva cornice paesaggistica e di effettuare interessanti escursioni nei dintorni.
Se si esclude la manifestazione Al Marcà di Ciarafe, che si tiene a giugno, non si registrano particolari eventi culturali o ricreativi, che potrebbero animare la comunità e richiamare visitatori dai dintorni.
Il Patrono, San Prospero, si festeggia il 4 settembre.

Dati Statistici

  • Superficie 11.22 km²
  • Codice ISTAT 223

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