Cenni storici su Romano Canavese.
Relativamente al toponimo, esiste una ricca serie di attestazioni che fin dall’anno Mille documenta ROMANUS, in alternanza tuttavia a “Romaynus” e “Romain”, accanto a forme letterarie, nelle quali si legge chiaramente ROMANIS.
La denominazione trarrebbe origine dall’insediamento di un compatto nucleo familiare di antica origine romana nella zona.
Il suo nome non lascia dubbi, quindi, sulla sua origine romana: oltre al toponimo permangono alcune tracce della presenza romana, quali i ritrovamenti di mattoni e ceramica e i segni della CENTURIATIO nelle campagne.
Le fonti storiche, tuttavia, documentano la sua esistenza solo a partire dal Medioevo.
Seguì le sorti degli altri borghi dell’area Canavese: distrutti dalle lotte tra guelfi e ghibellini, riconquistarono una certa tranquillità politica sotto il dominio di casa Savoia, a partire dalla metà del Trecento.
La sua storia comunque si distingue per un evento di grande importanza strategico-politica: la battaglia combattuta nell’Ottocento tra gli austro-sabaudi e i francesi sul ponte del torrente Chiusella.
La vittoria permise ai francesi, guidati dal generale Murat, di marciare indisturbati verso Vercelli e Milano.
Sopravvive alla battaglia il ponte in pietrame e laterizio, opera di ingegneria realizzata verso la metà del Settecento dall’architetto Bruschetti.
Vanta anche una feconda generazione di stampatori fin dai primi decenni successivi all’invenzione dell’ARS NOVA.
Nell’ambito di questa tradizione, nel 1935, nasce la tipografia Ferrero.
Della struttura fortificata composta da torri, ponti levatoi e castelli si conservano solo poche opere, tra cui la torre quadrata che, inizialmente costruita per scopi militari, ha subito nel corso dei secoli una serie di modifiche, come l’inserimento di un orologio e la realizzazione della cella campanaria.
Ai piedi della torre, su un rialzo naturale, sorgeva il ricetto, circondato da mura di difesa ancora parzialmente individuabili; nella porta nord si possono notare tracce di stemmi affrescati; la porta meridionale costituisce un eccezionale esempio di duplicazione della struttura, in quanto alla torre in pietra, del XIII secolo, fu accostata, nel XV secolo, quella in laterizio.
A ridosso della porta sorse nel Medioevo la parrocchiale di San Pietro (ora chiamata chiesa di Santa Marta), ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo.
Degne di menzione sono in aggiunta la parrocchiale dei Santi Pietro e Solutore, imponente costruzione ottocentesca, al tempo stesso semplice ed elegante; la villa Bocca, opera di architettura neoclassica; l’antica chiesa di San Solutore; la chiesa di Santa Maria delle Grazie e la cappella di San Rocco, situate nella frazione Cascine.