Cenni storici su Almese.
Il toponimo, attestato attraverso le forme “Almesso”, “Almes”, “Almesio” e altre numerose varianti, sembra essere collegato ad “Alma”, variante di “Balma” e indicante ‘antro, caverna’.
Tuttavia, gli studiosi non escludono una sua derivazione in -ESE del nome personale ALMO.
Sorta durante la seconda età del Ferro, come testimoniato dal ritrovamento delle ceramiche di True Randolera, il vero e proprio impianto insediativo venne a crearsi solo fra il I secolo a.
C.
e il II secolo d.
C.
In quegli anni conobbe una grande valorizzazione territoriale grazie alla grande strada che i romani vi costruirono.
Nell’intera zona bagnata dal Messa, la romanizzazione svolse un ruolo di primo piano attraverso l’insediamento, intenso e diffuso, di aziende agricole di medio-piccole dimensioni.
Dai centri dell’area i romani svilupparono importanti assi di penetrazione verso le Alpi, per mezzo dei quali era possibile puntare su Torino come pure sul Canavese.
Nel VI secolo venne occupata dai longobardi e nell’VIII secolo dai franchi.
L’attuale assetto è frutto di opere avvenute tra l’età tardomedievale e il XX secolo, quando al Comune di Rivoli venne sottratta la borgata di Milanere e fu riunito ad essa il Comune di Rivera.
Tra il 1928 e il 1946 le venne aggregata anche Villar Almese, attualmente Villar Dora.
Di particolare interesse storico-artistico sono: le strutture murarie di una villa romana, venute alla luce nel corso del 1980; la grangia di Panzone, costruzione del 1230, voluta dai certosini della zona, composta da magazzini e stalle, oggi residenza privata visitabile solo parzialmente; il castelletto di Milanere, anch’esso proprietà privata, eretto nel 1338; la chiesa barocca di San Mauro, costruita nel 1684; la parrocchiale della Natività di Maria Vergine, edificio moderno eretto nel 1963; la parrocchiale di Santo Stefano, a Rivera, e la chiesa di Santa Maria Assunta.