Cenni storici su Bairo.
La sua denominazione è attestata a partire dall’anno 1213; le forme documentate più frequentemente sono quelle di “Bayro”, “Baier” e “Barium”, derivanti, probabilmente, da un nucleo di “Baiuvari”, ‘bavaresi’, posti a guardia della strada romea che attraversava il territorio detto “Reviniacum”.
Fondata in epoca romana, come è attestato dal ritrovamento di numerose tombe, divenne successivamente feudo dei conti canavesani.
Con questi trentasette capofamiglia locali firmarono un accordo per combattere il fenomeno del brigantaggio, resosi incontenibile negli anni intorno al 1263.
Ceduta inizialmente al vescovado di Ivrea, passò poi nelle mani della famiglie San Martino di Aglié, dei Loranzé e dei Castelnuovo.
Partecipò alla rivolta dei Tuchini e, nel corso del XV secolo, ottenne gli statuti comunali.
In epoca moderna, tra il 1928 e il 1946, venne unita al vicino Comune di Torre, formando così l’entità territoriale di Torre-Bairo.
Le vestigia del suo antico passato sono rappresentate da: una massima torre medievale, detta torre rossa, che purtroppo ha subito un abbrutimento a causa di un orologio moderno; la parrocchiale barocca, costruita nel 1776 dall’architetto Pietro Bernasconi di Lugano; il palazzo comunale e il palazzo appartenuto ai baroni Vagina d’Emarese.