Cenni storici su Bobbio Pellice.
La sua denominazione è attestata, sin dal 1190, attraverso la forma “Loco Bobio”, il cui etimo, secondo gli studiosi, è da rintracciare nel personale latino BOVIUS.
Il determinante richiama, invece, il nome del torrente che scorre nella valle omonima.
Sorta in periodo medievale, la sua popolazione fu a lungo devota al culto religioso valdese.
Nel XVI secolo tutti i suoi abitanti, infatti, erano convertiti a quella religione, contro cui emanò primi provvedimenti Emanuele Filiberto.
Questi, dopo esser ritornato in possesso dello stato, come sancito dalla pace di Cateau-Cambrésis, tenne un’assemblea al Podio, piccola borgata sopra il principale insediamento.
Fu in quello stesso luogo, in aggiunta, che venne emesso il cosiddetto “Patto d’unione”, con cui si dichiarava la resistenza allo stesso duca.
A ciò seguirono gli accordi di Cavour, che garantivano ai valdesi rivoltosi la libertà di culto in tutti quei luoghi in cui fossero già stanziati.
Conseguentemente a questi trattati, venne costruito un tempio in prossimità della chiesa cattolica.
Nel 1565, per controllare la via verso la Francia, il governatore Sebastiano Grazioli di Castrocaro ordinò la costruzione, sulle alture, del forte di Mirabuc, smantellato nel 1795 dalle soldatesche del generale francese Dumas.
Il XVII secolo fu testimone di ripetuti saccheggi e distruzioni, durante le dure persecuzioni antivaldesi.
Una maggiore tranquillità si raggiunse nel secolo successivo.
Gli emblemi monumentali che testimoniano il suo passato sono rappresentati: dal tempio valdese; dalla chiesa cattolica dedicata all’Annunciazione di Maria Vergine, eretta nel 1740, e dalla parrocchiale di San Giovanni Battista, di forme barocche ma fiancheggiata da un campanile romanico-gotico.