Cenni storici su Alpignano.
La sua denominazione deriva probabilmente da un prediale in -ANUS dal gentilizio latino ALPINIUS, chiaramente connesso ad ALPES nelle attestazioni “Alpenianus”, “Alpinianus” e “Alpignanus”.
Sorse con certezza in epoca romana, precisamente in età augustea, lungo la strada per le Gallie come testimoniano diversi reperti archeologici rinvenuti nel 1832 e nel 1891.
Solo vaghe ipotesi si possono fare sulla sua storia nell’Alto Medioevo; probabilmente subì le invasioni dei longobardi e dei franchi.
Il primo documento in cui compare il suo nome risale al 1047: si tratta di un diploma dell’imperatore Enrico IV indirizzato al Capitolo di Torino.
Il vescovo dell’importante città piemontese conquistò, nel secolo successivo, alcuni possedimenti locali e accrebbe il suo potere in tutta la zona.
In seguito, il governo locale passò nelle mani dei conti di Savoia, rappresentati dalla famiglia dei Montbel per più di duecento anni.
Con la morte dell’ultimo erede Carlo, il duca Emanuele Filiberto infeudò il paese ad Andrea Provana dei signori di Leinì, “compagno” della battaglia per la difesa di Nizza contro Federico Barbarossa e delle guerre di Carlo V in Germania, Fiandra e Piccardia.
Il suo nome è anche ricordato in riferimento alla battaglia di Lepanto, avvenuta nel 1571, cui partecipò in qualità di ammiraglio.
Il suo casato resse il governo locale fino al 1798, anno dell’abolizione della feudalità.
Tra i monumenti architettonici di maggiore interesse vi sono: l’antico castello, la cui costruzione è attribuita a Carlo Provana, oggi casa missionaria; una torre trecentesca, adattata a campanile nel corso del XVIII secolo, e la parrocchiale di San Martino di Tours, eretta nel 1695, ampliata, ristrutturata e convertita a parrocchia nel 1807.