Cenni storici su Balme.
La sua denominazione, sebbene non attestabile da alcun documento medievale, è ricondotta alla voce “Balma”, che, sulle Alpi piemontesi, significa ‘spelonca, grotta scavata nella roccia o nella terra’.
Alcuni studiosi la collegano, quindi, al latino VALVA, “balva” e “balba”, che hanno generato delle varianti tuttora presenti nel dialetto.
Una di queste è “valba”, indicante, nell’area canavesana, ‘regione, tratto di paese’.
Sorse in epoca medievale.
Le sue prime notizie storiche risalgono al XIV secolo, periodo in cui faceva parte della giurisdizione di Ala, da cui si staccò, diventando Comune autonomo, nel 1610.
Due anni più tardi il nobile Giovanni Castagneri Ljnch vi fece costruire la chiesa parrocchiale, consacrata l’anno successivo.
Nel 1769 venne visitata da monsignor Francesco Rorengo di Rorà che, appurato lo stato di abbandono in cui versava la chiesa, ordinò l’immediata costruzione, effettuata a sue spese, di una nuova struttura religiosa.
Sono molto scarse le vestigia rimaste che testimoniano oggi il suo passato.
Tra queste degna di essere menzionata è la parrocchiale della Santissima Trinità, sul cui campanile il club alpino italiano affisse, nel secolo XIX, una targa commemorativa di Antonio Castagneri.