Cenni storici su Macello.
Il toponimo è attestato a partire dall’anno 1159 come “Macedello”, con varianti grafiche quali “Mazaellus” del 1181, “Macaellus” del 1232, “Macellus” del 1277.
Secondo alcuni, tutti questi sostantivi sono da avvicinare al nome del popolo dei Magelli, che in epoca antica popolava la zona.
La forma dialettale “Maçael” presenta apocope e risale all’anno 1213.
Le notizie storiche sull’antico borgo sono legate a un diploma del 1016 di Corrado il Salico.
Durante il periodo medievale, intorno al XII secolo, l’abate di Santa Maria la concesse come feudo, ai signori di Pinerolo, appartenenti alla casata dei Bersatori.
Successivamente fu signoria dei Savoia, che la concessero ai signori di Bricherasio nel 1360.
In seguito a conflitti bellici il potere ritornò nuovamente nelle mani dei Versatori e, infine, passò in quelle dei Solaro del Borgo.
Testimonianze storico-architettoniche della cultura dei secoli passati sono ben evidenti nell’antico castello, edificato a scopo di difesa, nella seconda metà del Duecento.
Tra il XV e XVI secolo, fu utilizzato come abitazione signorile, perciò fu impreziosito da pregevoli affreschi barocchi e settecenteschi.
Dopo un’accurata opera di ristrutturazione, ha riacquistato il suo antico splendore ed è utilizzato attualmente come sede di congressi intellettuali e scientifici.
Degne di nota per il loro valore artistico sono: la parrocchiale di Santa Maria Maddalena, del XVII secolo, in stile barocco piemontese, e la cappella Santa Maria della Stella, che si sviluppa poco distante dall’abitato e al cui interno si possono ammirare dei meravigliosi affreschi del Quattrocento d’Aimone Duc.