Cenni storici su Meana di Susa.
Il toponimo è attestato sin dall’anno 806 come “De Meyane”, con varianti grafiche quali “Cortem de Meane” del 1041, “Meana” del 1184-1197, “Meanis” del 1240 e “Mediana” del 1369.
Proprio quest’ultima forma aggettivale ha suggerito ad alcuni studiosi l’interpretazione ‘terra tra due corsi d’acqua’, quali sono la Dora Riparia e un suo affluente che scorre ad est di Meana.
L’aggettivo in questione potrebbe però alludere anche alla posizione centrale dell’abitato rispetto alla valle in cui è ubicato.
Alla lingua locale in aggiunta appartiene il termine “meán”, dal latino MEDIANUS, con valore di ‘appezzamento di terreno minuscolo compreso tra due muri’.
Da escludere l’ipotesi di altri studiosi che lo vogliono prediale derivato dal gentilizio AEMILIUS o MELLIUS.
Il determinante è da collegare a Susa, termine che trae origine dal sostantivo di lingua gallica “Sego” con il significato di ‘forte’.
Il rinvenimento di una necropoli del I-II secolo d.
C.
conferma che fu anticamente abitata dai romani.
Un documento del 1065, firmato dal vescovo Cunimberto, dimostra che la sua giurisdizione appartenne alla prevostura di San Lorenzo di Oulx.
Già dalla fine del Medioevo, il feudo fu sede di una cospicua comunità di fede valdese, che resistette eroicamente all’oppressione dei Savoia.
La sua storia seguente non evidenzia avvenimenti di particolare rilievo.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: un vecchio palazzo del XVII secolo a tre piani; la parrocchiale di Santa Maria Assunta, risalente al XVIII secolo, eretta su un antecedente edificio, di cui è rimasto intatto il piccolo campanile in stile romanico, e la torre delle Combe, a pianta quadrata, costruita a scopo militare.