San Giòrgio Canavese

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 20.36 km² Codice ISTAT: 244
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Descrizione

San Giorgio Canavese in sintesi.
Comune di pianura, di antica origine altomedievale, la cui economia si basa su tutti i settori produttivi.
I sangiorgesi, che hanno un indice di vecchiaia molto superiore alla media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce nella località di Cortereggio oltre a in vari aggregati minori e case sparse.
Il territorio presenta un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche non molto accentuate.
L’abitato è posto ai piedi di un’altura, sulla quale sovrasta il castello dei conti di Biandrate.
Sullo sfondo rosso dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, si rappresenta un cavaliere d’argento al galoppo, armato, accompagnato, in capo, da tre foglie di canapa “al naturale”, ordinate in fascia.
Lo stemma usato dal Comune è quello riprodotto in alto.

Localizzazione

Collocazione e territorio di San Giorgio Canavese.
È si trova nella parte nord-orientale della provincia, alla sinistra del torrente Orco, alle pendici meridionali della fascia collinare morenica e fluvioglaciale che chiude l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, tra i comuni di Agliè, Cuceglio, Foglizzo, Lusigliè, Ciconio, Montalenghe, San Giusto Canavese e Ozegna.
Dotata di un proprio casello autostradale, si trova a 3 km dall’abitato, che immette sull’A5 Torino-Aosta, può essere raggiunta anche attraverso la strada statale n.
565 di Castellamonte, distante 7 km.
La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Settimo Torinese-Pont Canavese, dista 7 km.
L’aeroporto più vicino, per i voli nazionali e internazionali, è a 32 km; per le linee intercontinentali dirette si utilizza l’aerostazione di Milano/Malpensa, a 109 km.
Il porto è a 187 km.
Gravita su Ivrea e Cuorgné.

Storia

Cenni storici su San Giorgio Canavese.
Il toponimo risale a Sanctus Georgius, denominazione abituale in età medievale, accanto alla variante grafica Jeorgius, in attestazione unica.
La nascita del borgo è connessa con le vicende della “curtis regia” altomedievale.
Il feudo fu donato da Arduino alla chiesa di Ivrea, poi passò al vescovo di Vercelli e quindi all’abbazia di Fruttuaria.
Grande importanza ha avuto il castello che, oltre ad esercitare l’originaria funzione difensiva, ha rappresentato un fondamentale centro di aggregazione per la popolazione locale, già a partire dal X secolo.
Verso la metà del XII secolo, il feudo entra in possesso dei conti di Biandrate.
Nel XIII secolo la casata dei Biandrate si divise nei tre rami di San Giorgio, di Foglizzo e di Lusigliè.
Nel XIV secolo si assiste al progressivo affermarsi dell’autonomia comunale: ciò è testimoniato dalla formulazione di un primo importante “corpus” di statuti nel 1343.
I Biandrate tuttavia continuavano ad avere il controllo assoluto sulla vita interna del borgo e ciò scatenò il risentimento dei sangiorgesi, che nel 1518 invasero e saccheggiarono il castello.
Nel 1631, con la pace di Cherasco, il borgo passò definitivamente sotto il governo sabaudo.
Fu patria di valenti uomini di cultura, che meritarono al luogo l’appellativo di “Atene del Canavese”.
Il simbolo delle vicende storiche del borgo è il castello dei Biandrate, costruito nel Medioevo e continuamente trasformato nel corso dei secoli sino a divenire un palazzo residenziale.
Di particolare interesse artistico è la parrocchiale della Vergine Assunta, di antiche origini molto antiche, come dimostra il campanile romanico costruito nel XII secolo; a causa del cattivo stato di conservazione è stata in gran parte ricostruita nel corso del Cinquecento ed è uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale in terra canavesana.
Altri edifici sacri degni di menzione sono: la chiesa dell’Immacolata, edificata agli inizi del Seicento e arricchita da numerosi quadri d’epoca; la chiesa di Santa Marta, risalente al Cinquecento; la seicentesca chiesa di San Felice; la cappella campestre di San Pietro, il Santuario di Misobolo e la cappella di antica origine templare di San Giacomo di Ruspaglie.

Economia

Struttura economica di San Giorgio Canavese.
È sede di Pro Loco e di stazione dei carabinieri.
L’agricoltura produce cereali, foraggi, frumento, ortaggi, uva e altra frutta; si praticano anche la silvicoltura e l’allevamento di bovini, suini, caprini, equini e avicoli.
L’industria è costituita da numerose aziende operanti in svariati comparti, tra cui quello alimentare, delle bevande, meccanico, chimico, della stampa, della fabbricazione degli autoveicoli e dei mobili.
Il terziario si compone di una buona rete commerciale e dell’insieme dei servizi più qualificati, che comprendono quelli bancario e immobiliare.
Per il sociale si annoverano una casa di riposo e un asilo nido.
Le strutture scolastiche garantiscono la frequenza delle classi dell’obbligo; per l’arricchimento culturale sono presenti la biblioteca civica e il museo di cultura materiale “Nòssi Ràis”.
Le strutture ricettive offrono la sola possibilità di ristorazione; sul posto è assicurato il servizio farmaceutico.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di San Giorgio Canavese.
Ospedale a CastellamonteUsl n.
9 di IvreaGuardia di finanza a CuorgnéVigili del fuoco a Rivarolo CanavesePretura di Ivrea sez.
StrambinoTribunale a IvreaCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a CuorgnéUfficio del Registro a CuorgnéConservatoria dei Registri Immobiliari a IvreaStazione ferroviaria a Rivarolo CanaveseAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di San Giorgio Canavese.
Oltre alla possibilità di visite culturali, offre quella di gradevoli escursioni nella natura che la circonda.
Grande è la varietà di ambienti naturali che la caratterizza: dalla zona fluviale dell’Orco (detto “l’eva d’or” per le pagliuzze d’oro che si trovano nella sabbia), meta estiva dei bagnanti, alle colline moreniche di Misobolo, dove tra boschi ricchi di funghi si incontrano i vigneti del pregiato vino “Erbaluce”.
Tra le manifestazioni: il Carnevale; il “Mercà d’la Ròba Douvrà” e la “Fiera di Maggio”, a maggio; la “Fiera di San Martino”, a novembre.
Il Patrono, San Giorgio, si festeggia la terza domenica di maggio.
Ha dato i natali allo storico Carlo Botta (1766-1837).

Dati Statistici

  • Superficie 20.36 km²
  • Codice ISTAT 244

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