Cenni storici su San Giorgio Canavese.
Il toponimo risale a Sanctus Georgius, denominazione abituale in età medievale, accanto alla variante grafica Jeorgius, in attestazione unica.
La nascita del borgo è connessa con le vicende della “curtis regia” altomedievale.
Il feudo fu donato da Arduino alla chiesa di Ivrea, poi passò al vescovo di Vercelli e quindi all’abbazia di Fruttuaria.
Grande importanza ha avuto il castello che, oltre ad esercitare l’originaria funzione difensiva, ha rappresentato un fondamentale centro di aggregazione per la popolazione locale, già a partire dal X secolo.
Verso la metà del XII secolo, il feudo entra in possesso dei conti di Biandrate.
Nel XIII secolo la casata dei Biandrate si divise nei tre rami di San Giorgio, di Foglizzo e di Lusigliè.
Nel XIV secolo si assiste al progressivo affermarsi dell’autonomia comunale: ciò è testimoniato dalla formulazione di un primo importante “corpus” di statuti nel 1343.
I Biandrate tuttavia continuavano ad avere il controllo assoluto sulla vita interna del borgo e ciò scatenò il risentimento dei sangiorgesi, che nel 1518 invasero e saccheggiarono il castello.
Nel 1631, con la pace di Cherasco, il borgo passò definitivamente sotto il governo sabaudo.
Fu patria di valenti uomini di cultura, che meritarono al luogo l’appellativo di “Atene del Canavese”.
Il simbolo delle vicende storiche del borgo è il castello dei Biandrate, costruito nel Medioevo e continuamente trasformato nel corso dei secoli sino a divenire un palazzo residenziale.
Di particolare interesse artistico è la parrocchiale della Vergine Assunta, di antiche origini molto antiche, come dimostra il campanile romanico costruito nel XII secolo; a causa del cattivo stato di conservazione è stata in gran parte ricostruita nel corso del Cinquecento ed è uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale in terra canavesana.
Altri edifici sacri degni di menzione sono: la chiesa dell’Immacolata, edificata agli inizi del Seicento e arricchita da numerosi quadri d’epoca; la chiesa di Santa Marta, risalente al Cinquecento; la seicentesca chiesa di San Felice; la cappella campestre di San Pietro, il Santuario di Misobolo e la cappella di antica origine templare di San Giacomo di Ruspaglie.