Cenni storici su Nole.
Il toponimo, secondo qualche studioso, trae origine dall’aggettivo “Novulae”, a sua volta residuo del sintagma “Terrae Novulae”, con allusione all’introduzione della coltivazione nelle terre che in precedenza erano coperte da foreste.
Questa ipotesi è avvalorata dall’attestazione “Nuvola” che risale al XII secolo.
La sua origine risulta incerta, ma degli scavi archeologici confermerebbero che esisteva già in epoca romana.
Dopo la sconfitta dell’impero romano, fu assoggettata dai longobardi e in seguito dai merovingi.
Nel XII secolo, l’imperatore Federico I Barbarossa donò il feudo al marchese di Monferrato.
Dal XIV al XVII secolo appartenne ai Savoia: a Margherita, figlia del duca Amedeo V, e successivamente quest’ultima ne concesse la giurisdizione al fratello Aimone.
Nel 1619, il suo territorio fu annesso a quello di Cirié; nel XVIII secolo, durante la guerra di successione spagnola, fu invasa dai francesi.
In seguito, e fino alla Restaurazione, fece parte dei possedimenti napoleonici.
Infine, durante la dominazione fascista, fu annessa al Comune di Villanova, ottenendo la separazione da esso nel 1948.
Del suo patrimonio storico-architettonico fa parte la parrocchiale di San Vincenzo diacono, risalente al 1678, di stile barocco; accanto all’edificio vi è un campanile alto 44 metri.
All’interno della chiesa sono custodite notevoli opere d’arte in legno intagliato.
Degna di nota per il suo valore artistico è la cappella di San Rocco, del XII secolo al cui interno è possibile ammirare dei pregevoli dipinti d’arte tardo-gotica.
Importanti anche: la cappella di San Sebastiano; il cinquecentesco Santuario di San Vito, che ha una pianta a croce greca, e la più recente parrocchiale di San Giovanni Battista, che risale al 1796.