Brosso

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 11.31 km² Codice ISTAT: 36
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Descrizione

Brosso in sintesi.
Piccola comunità di montagna, di antica origine antica, che alle tradizionali attività agricole ha affiancato un crescente sviluppo turistico.
La maggior parte dei brossesi, con un indice di vecchiaia elevato, vive nel capoluogo comunale; il resto degli abitanti si divide tra i nuclei urbani minori di Regione More e Regione Pias oltre a in alcune case sparse.
Il territorio, ricco di pascoli e boschi di castagni e comprensivo dell’isola amministrativa Pianezza, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 2.
031 metri di quota.
L’abitato, posto su un colle, si adagia in una verde conca mentre isolata si erge in posizione panoramica sul Canavese e sulla Serra d’Ivrea, la chiesa parrocchiale.
Nello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si raffigura, su sfondo argentato, un castello rosso, munito di tre torri merlate alla guelfa, sormontato da una stella d’oro a otto raggi e fondato su un monte verde, attraversato da una botte d’oro, posta in fascia.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Brosso.
È si trova fra la Valchiusella e la valle della Dora Baltea, nel Canavese, nella parte nord-orientale della provincia.
È raggiungibile dalla strada statale n.
565 di Castellamonte, distante 12 km dall’abitato, e dall’A5 Torino-Aosta, cui si accede tramite il casello di Ivrea, a 19 km.
La stazione ferroviaria di riferimento, posta sulla linea Chivasso-Aosta, è a 20 km.
L’aeroporto più vicino, per i voli nazionali e internazionali, dista 44 km; per le linee intercontinentali dirette si utilizza il terminale di Milano/Malpensa, a 115 km.
Il porto si trova a 196 km.
Compresa nella Comunità montana “Valchiusella”, gravita su Ivrea per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Brosso.
Il toponimo si collega al latino medievale “brossa”, ‘boschetto’, che ben si addice al luogo, ricco di zone alberate.
La più antica attestazione è “Brucium”, seguita dalla variante “Brocium”.
Le sue origini risalgono al periodo romano, come testimonia un tempio dedicato al dio sole.
Le prime notizie certe provengono da un documento del XII secolo, periodo in cui era infeudata ai conti di Castellamonte.
Nel 1100 circa Martino di Ardissone, conte di San Martino di Castellamonte, vi fece costruire il suo primo castello.
Di un secolo più tardi sono, invece, le notizie delle miniere di ferro e dei depositi più modesti di oro, argento, rame e piombo.
Intensa era l’attività di estrazione e trattamento dei minerali.
Nel 1244 ebbe inizio la cosiddetta rivolta dei tuchini, moto popolare antinobiliare che portò alla distruzione di numerosi castelli della zona.
Da essa ne uscì vincitrice la casa Savoia.
Nel 1497 vennero promulgati degli ordinamenti che regolavano l’attività mineraria e metallurgica; attraverso di essi si delineò un’economia a carattere protoindustriale integrata alle attività di carattere agro-pastorale.
Nel 1631 la famiglia feudataria di Castellamonte si estinse e a essa subentrarono i San Martino di Parella.
Nel corso del XV e XVI secolo, fu messa a dura prova dalle soldatesche spagnole e francesi.
Durante i moti per l’unificazione dell’Italia molti si prodigarono a favore della causa nazionalistica; in particolare modo va ricordato Pietro Vola, costretto a rifugiarsi in Svizzera per sfuggire alla repressione.
L’attività metallurgica, ancora attiva agli inizi dell’Ottocento, venne ravvivata da una nuova tecnologia, detta “basso fuoco alla brossasca”.
Il processo prevedeva la macerazione del minerale in laghetti, la frantumazione con pestelli idraulici, il passaggio in forni e, infine, la creazione di masselli di ferro ottenuti grazie al basso fuoco.
Tra i suoi monumenti figurano: la chiesa del Gesù, con un elegante portico a cinque arcate, sorretto da esili colonne; la chiesa di San Michele Arcangelo, in posizione panoramica sul Canavese e sulla Serra d’Ivrea, eretta in forme pre-romaniche nel IX secolo e trasformata, nel XVI secolo, in stile gotico; i ruderi dell’antico castello; la casa Caudana, che ospitò, nel 1884, Eleonora Duse; numerosi esempi di architettura spontanea, quali tetti in lose, ballatoi lignei e archi a tutto sesto o a sesto ribassato.

Economia

Struttura economica di Brosso.
È sede di Pro Loco.
Le tradizionali attività rurali rappresentano ancora una significativa fonte di reddito: si producono in particolare modo castagne e ortaggi; si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, caprini e avicoli.
L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti della lavorazione del legno, della pietra, della metallurgia e dell’edilizia.
Modesta è la presenza del terziario: non sono forniti servizi più qualificati, come quello bancario, e la rete distributiva è appena sufficiente al soddisfacimento delle esigenze primarie della popolazione.
Le scuole del posto garantiscono solo l’istruzione elementare; manca una biblioteca per l’arricchimento culturale.
L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno.
A livello sanitario non è assicurato nemmeno il servizio farmaceutico.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Brosso.
Ospedale a IvreaFarmacia a Vico CanaveseUsl n.
9 di IvreaCarabinieri a Vico CanaveseGuardia di finanza a IvreaVigili del fuoco a IvreaPretura a IvreaTribunale a IvreaCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a IvreaUfficio del Registro a IvreaConservatoria dei Registri Immobiliari a IvreaStazione ferroviaria a IvreaAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Genova

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Brosso.
L’appartenenza alla Comunità montana, la bellezza dell’ambiente naturale, il clima mite e la possibilità di effettuare delle piacevoli passeggiate ed escursioni nei dintorni la rendono meta di un discreto afflusso turistico.
In particolar modo, punti di significativa attrazione sono rappresentati dal vallo dell’Assa, dai vicini laghi di Meugliano e dalla Cavallaria, oltre a dalle miniere, che richiamano appassionati e curiosi.
Il Patrono, San Michele, si festeggia il 29 settembre.

Dati Statistici

  • Superficie 11.31 km²
  • Codice ISTAT 36

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