Cenni storici su Corio.
Il toponimo deriva dal personale latino CORIUS.
Appare nel 1184 come “De Coire”, con prolessi di “i” risulta nella forma dialettale “köre”, e nel 1279 come Corio.
Abitata in epoca antica dai romani come testimoniano ritrovamenti archeologici, nel Medioevo, e precisamente nel 1164, fu feudo dei marchesi di Monferrato, per concessione dell’imperatore Federico I.
Nel XIV secolo, fu occupata prima dai Savoia-Acaja, poi nuovamente dai Monferrato, e, infine, nel 1395 di nuovo dai Savoia-Acaja.
La popolazione locale, nel XIV secolo, prese parte alle rivolte dei tuchini per liberarsi dall’oppressione del potere feudale, rivolte che furono sedate da Amedeo VII di Savoia.
Nel XV secolo la sua giurisdizione fu contesa tra i Biandrate e i Valperga; la soluzione a questo problema fu trovata da Giacomo di Monferrato, che concesse il feudo ai Biandrate.
Dopo il trattato di Cherasco fu possedimento dei Savoia.
Tra le testimonianze storico-architettoniche del suo passato figurano: la parrocchiale di San Genesio, costruita nel 1744, su di un precedente edificio religioso, in stile barocco; la chiesa della confraternita di Santa Croce, edificata nel 1715; la cappella dei Battuti, del Cinquecento; la cappella di Sant’Antonio, in stile romanico, e la cappella di San Giovanni, all’interno della quale sono custoditi pregevoli affreschi del Trecento.
Degni di nota per il loro valore artistico sono alcuni ponti in pietra: il Ponte Picca del XIV secolo, la cui struttura è composta da un’unica arcata, il Ponte dell’Avvocato anch’esso del XIV secolo, ma a due arcate.