Brusasco

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 14.39 km² Codice ISTAT: 39
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Descrizione

Brusasco in sintesi.
Comune collinare, di antica origine medievale, già abitato in epoca romana; la sua economia si fonda sull’attività agricola e sul terziario.
I brusaschesi, con indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale.
Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate.
L’abitato, contraddistinto da numerose chiese, è in espansione edilizia.
Sullo sfondo nero dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, si rappresenta, argentata, la fenice sulla sua immortalità, nell’atto di fissare quattro stelle, pure d’argento.
Lo stemma usato dal Comune è quello riprodotto in alto.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Brusasco.
È si trova alla destra del fiume Po, nei pressi della Dora Baltea, nel Monferrato settentrionale, nella parte centro-orientale della provincia, a confine con quelle di Vercelli e Asti.
È raggiungibile dalla strada statale n.
590 della Valle Cerrina, distante solo 1 km dall’abitato, e attraverso l’A4 Torino-Trieste, tramite il casello di Chivasso, a 18 km.
La stazione ferroviaria di riferimento, posta sulla linea Chivasso-Asti, dista 1 km.
L’aeroporto più vicino, per i voli nazionali e internazionali, è a 41 km; quello intercontinentale di Milano/Malpensa, dista 101 km.
Il porto è a145 km.
Compresa nella Riserva naturale speciale confluenza della Dora Baltea, gravita su Chivasso.

Storia

Cenni storici su Brusasco.
Il toponimo è attestato, dall’884, dalla forma “Bruxatis”, ablativo plurale in -ATIS per -ATIBUS, derivante da un originario -ATEM di antica origine gallica.
Successivamente appaiono le varianti “Brusascus” e “Bruxascus”, dove il suffisso -ASCUS è componente antoponimica.
L’etimo è da ricercare in un termine prediale che, mediante l’esito -ADIS, volge ad -AS e -ASCUS.
Alla base dovrebbe esserci, dunque, un nome personale, probabilmente il celtico latinizzato BRUSCIUS.
Sorta in periodo medievale, tra il VI e l’VIII secolo, fu abitata sin dall’epoca romana.
Il suo insediamento si formò accanto a quello di Quadratula, rispetto a cui, con il tempo, assunse maggiore importanza.
La continua esposizione alle scorribande militari e alle inondazioni del Po spinse la popolazione a trovare rifugio sulla collina circostante, denominata oggi Luogo, presso cui, dall’891, venne creato il primo nucleo del castello, come voluto dal marchese del Friuli Berengario, allora re d’Italia.
Prima del Mille entrò a far parte dei possedimenti Aleramici, marchesi del Monferrato.
Durante la guerra di Federico I Barbarossa contro i comuni, il marchese Guglielmo IV si alleò con l’imperatore che, nel 1164, gli confermò queste terre in feudo.
Costituitasi in Comune, venne infeudata, nel 1186, al conte Ottobono Radicati di Cocconato.
Con il passaggio ai Paleologi, Teodoro I vi fece costruire una cinta muraria.
Con l’estinzione del marchesato, il feudo passò nelle mani dei Gonzaga, che, alla fine del Cinquecento, ordinarono alla popolazione di trasferirsi sul Luogo.
La sua economia traeva numerosi vantaggi dall’attività dei traghetti, al centro di numerose liti con la vicina Verrua che rivendicò a lungo il possesso del porto.
A queste controversie si pose fine nel 1631, quando Brusasco entrò a far parte dei domini sabaudi.
Gli allora attuali feudatari, i Valperga, la cedettero proprio in quegli anni ai conti Scaglia di Verrua, cui rimase fino al 1721.
Nel XVIII secolo, venne coinvolta nelle guerre di successione, e, passato il periodo rivoluzionario e napoleonico, venne staccata dalla provincia di Asti per entrare a far parte di quella di Torino.
In periodo risorgimentale fu testimone dell’arrivo di Giuseppe Garibaldi, inviato per difendere il Piemonte da un eventuale attacco austriaco prima che giungessero le armate francesi.
Nei primi anni del XX secolo venne costruita la ferrovia Chivasso-Asti; durante il fascismo venne aggregata ai comuni di Cavagnolo, Brozolo e Marcorengo, tra cui solo quest’ultimo non ha più ottenuto l’autonomia.
Tra le sue vestigia di maggiore interesse figurano: l’antica chiesa di San Pietro Vecchio al cimitero, in stile romanico piemontese costruita nell’XI secolo su una precedente struttura del V-VI secolo; la parrocchiale di San Pietro Apostolo, costruita dal 1752 su progetto dell’architetto Giuseppe Antonio Genta; il castello, la cui struttura attuale venne edificata a metà del Settecento dal conte Ottavio Michele Cotti, e la chiesa di San Bernardo al Luogo, risalente al 1763.

Economia

Struttura economica di Brusasco.
È sede di Pro Loco.
L’agricoltura produce cereali, foraggi, frumento, ortaggi, uva e altra frutta; si pratica anche l’allevamento di bovini, ovini, caprini, equini, avicoli e animali da cortile.
L’industria è costituita da piccole aziende che operano nei comparti alimentare, della lavorazione del legno, dei materiali da costruzione, della fabbricazione delle macchine per l’agricoltura e l’edilizia.
Il terziario si compone di una buona rete distributiva e dell’insieme dei servizi.
Tra le strutture sociali si annovera una casa di riposo.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria; è presente la biblioteca civica.
L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione ma non di soggiorno.
Il servizio sanitario è assicurato dalla farmacia.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Brusasco.
Ospedale a ChivassoUsl n.
7 di ChivassoCarabinieri a CavagnoloGuardia di finanza a ChivassoVigili del fuoco a ChivassoPretura di Torino sez.
ChivassoTribunale a TorinoCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a ChivassoUfficio del Registro a ChivassoConservatoria dei Registri Immobiliari a Torino II Stazione ferroviaria a CavagnoloAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Genova

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Brusasco.
Costituisce una notevole attrattiva per gli amanti dell’escursionismo naturalistico, considerata la sua collocazione all’interno della Riserva naturale e essendo inserita nel percorso equestre “Ippovia del parco fluviale del Po torinese”, complessivamente lungo 150 km, che si snoda lungo le rive del Po.
Il Patrono, San Luigi Gonzaga, si festeggia il 21 giugno.

Dati Statistici

  • Superficie 14.39 km²
  • Codice ISTAT 39

Informazioni Utili

Date Importanti

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