Cenni storici su Borgone Susa.
La forma in ablativo plurale “Burgonis”, costituisce la più antica attestazione del nome ed è riconducibile, secondo alcuni studiosi, al nome personale germanico Burgo -onis, mentre il determinante Susa, composto del radicale gallico “sego”, ‘forte’, ha il significato di ‘la potente’.
Il ritrovamento di reperti fittili del neolitico, caolitico e dell’età del bronzo e di incisioni rupestri coppelliformi, costituiscono la testimonianza della sua antichissima origine.
Dell’epoca romana è, invece, una stele funeraria, oggi conservata presso il museo di antichità di Torino, e il celebre “Maometto”, bassorilievo posto all’interno di un’edicola, scavata nella roccia, che raffigura un personaggio accompagnato da un cane.
Secondo alcuni studiosi si tratterebbe del dio Silvano, mentre, secondo altri, l’edicola sarebbe dedicata a Giove Dolicheno.
Le prime notizie storiche provengono dal testamento di Abbone, datato 739, ove figura tra i territori donati all’abbazia dei Santi Pietro e Andrea della Novalesa.
Successivamente è citata tra i beni dell’abbazia di San Giusto a Susa.
In qualità di feudo venne concessa a diverse famiglie della zona, tra cui i Manfredi, Beauvoir, Roero, Balbi, Chiaberti e Groppelli di Avigliana.
I suoi emblemi monumentali sono costituiti da: la torre, chiamata “Clastas”, unico resto di una casa forte; le due cappelle di San Valeriano, poste a poca distanza l’una d’altra e risalenti all’XI e al XII secolo; la parrocchiale di San Nicolao, in stile barocco, eretta sul sito di una precedente struttura religiosa, e villa Montalbone, del XVII secolo.