Cenni storici su Baldissero Canavese.
La prima attestazione del suo toponimo, risalente al 1094, Baldisé, si accosta chiaramente all’etimo “Baldesid”, nome personale germanico.
Successivamente sono state documentate le forme di “Baldissetus”, in cui si assiste all’introduzione del suffisso ipercorrettivo -ETUS, talvolta trasformato in -ESUS per dileguo della dentale, come accade in “Baudeseus”.
Del 1187 è, invece, la forma “Baldisserus”, alla base della moderna denominazione, in cui, accanto al personale già menzionato si affianca il suffisso -ERUS, utilizzato per indicare appartenenza.
Fondata in età romana, come è testimoniato da numerosi reperti dell’epoca rinvenuti nella zona, durante il Medioevo venne a lungo retta dal vescovo di Ivrea.
Successivamente, intorno al 1250, passò nelle mani dei conti San Martino di Rivarolo e di Castelnuovo che ne conservarono la giurisdizione fino al 1265.
Nella sua storia occupa un posto di rilievo la magnesite, minerale ritrovato sui monti bruciati che trovò largo impiego nelle industrie di ceramiche, porcellane e di prodotti medicinali, fino agli inizi del XX secolo, periodo in cui i giacimenti si esaurirono completamente.
Tra le vestigia del suo passato di particolare interesse storico-architettonico figurano: il castello, costruito antecedentemente al 1190, danneggiato nel 1300 durante i moti del tuchinaggio, venne trasformato in villa residenziale dai Ripa di Meana e dagli Oddone di Feletto, oltre a ampliato dall’ingegnere Giacomo Pullino; la parrocchiale dedicata all’Assunta e a San Martino, in stile barocco, costruita nel 1815 su progetto dell’architetto Vittorio Alli che la volle a croce greca allungata con tre altari, e la cappella della Vespiola, oratorio nominato monumento nazionale per la sua antichità.