Cenni storici su Vauda Canavese.
La più antica attestazione risale al 1027 Scilva Vualda; in seguito viene riportato il termine Walda, derivante dal tedesco “wald”, che significa ‘bosco, selva’.
Il toponimo indica, quindi, un insediamento in una distesa in parte arida, in parte coperta di boschi.
La sua denominazione, fino a qualche anno fa, era Vauda di Front, con una specificazione richiesta dalla presenza di più vaude nella medesima area canavesana.
La sua nascita è piuttosto recente; risale infatti al 1636 quando si staccò dal Comune di Front, ottenendo l’autonomia anche in ambito religioso.
La sua storia è segnata da dolorose lotte contro la miseria e la fame: la composizione argillosa e ghiaiosa del suolo, che non favoriva l’agricoltura, le frequenti inondazioni e l’utilizzo della zona per esercitazioni militari resero assai precarie le condizioni di vita degli abitanti.
Soltanto nel XX secolo poté usufruire dei servizi pubblici essenziali.
Tra i monumenti del patrimonio storico-architettonico figurano: la parrocchiale di San Bernardo, ricostruita nel XVIII secolo; la chiesa di San Nicola, con il bel campanile realizzato nel Novecento, sulla cui sommità svetta la statua del Santo; la cappella di San Grato, edificio del XVIII secolo, e la cappella di San Gerolamo, appartenuta alla famiglia Castagneti, importante casata originaria del luogo.