Cenni storici su Giaveno.
Il toponimo è documentato da un’attestazione dell’anno 1077, “Gavennus”, con varianti grafiche “Javen” del 1206, che presenta la caduta dell’atona finale, “Iavennus” del 1317-1319 e “Jhavenus” del 1205.
Poco probabile l’ipotesi che possa derivare da “Gava”, con valore di ‘buca, fossa’, con il suffisso -ENO.
Più verosimilmente esso trae invece origine dal nome personale gallico “Gavinus”, attestato anche come “Gavinius” da “Gavius”.
Risalgono al XI secolo i primi documenti relativi alla sua storia, quando fu concessa come bene allodiale dall’imperatore Ottone II, al marchese Olderico Manfredi.
Nel 1102 fu affidato da Umberto II di Savoia, all’abbazia di San Michele della Chiusa.
Nel XIII secolo passò sotto il potere della famiglia degli Albezi.
Tra il VX e XVI secolo fu assoggettata alla dominazione francese, venendo più volte saccheggiata.
Sotto il governo del principe Eugenio di Savoia Soissons conobbe la rinascita industriale e commerciale.
Durante la dominazione napoleonica fu centro amministrativo di notevole importanza.
Testimonianze architettoniche del passato sono evidenti in numerosi edifici: la parrocchiale di San Lorenzo, dove sono custodite le reliquie di Sant’Antero; la Collegiata dei canonici; la Torre degli Orologi; il Castello che possedeva un parco abbaziale ricco di fontane, statue e piante; la Chiesa di San Rocco; la Chiesa del Gesù, detta anche dei Batù o dei Flagellati; il palazzo Sclopis di Saleranno e il palazzo Besselva, edificio dell’ex Seminario.
Degni di nota sono alcuni edifici religiosi, situati nelle borgate, tra cui la Cappella della Beata Vergine del “Bussone”; la Torre Garola a Villa; Villa Ughetti; la Chiesa di San Giacomo a Sala; l’Eremo di San Michele a Profonda; il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, a Selvaggio.
L’evoluzione urbanistica, favorita dalla sua splendida posizione geografica, è stata contraddistinta dal passaggio da borgo agricolo a moderno centro industriale, commerciale e turistico.