Cenni storici su Villar Perosa.
Il determinante presente nella denominazione attuale è recente e deriva da via pietrosa, con riferimento ad un’antica strada che saliva dal piano all’abitato.
Durante il Medioevo era denominata semplicemente Villare e successivamente Villar Pinasca.
La più antica testimonianza relativa alla sua esistenza risale al 1064, quando fu donata dalla contessa Adelaide di Susa all’Abate della Badia di Santa Maria in Pinerolo.
Nel XIV secolo si diffuse in tutta la regione la fede valdese e, con la pace di Cherasco nel 1631, passò alla Francia e godette quindi dei benefici dell’editto di Nantes che, promulgato da Enrico IV nel 1598, garantiva la libertà di culto.
Revocato l’editto nel 1685 da Luigi XIV, la comunità valdese venne perseguitata e duramente colpita.
Fu solo un editto del 17 febbraio 1848, sancito da Carlo Alberto, che riconobbe definitivamente la Chiesa Valdese, il cui culto veniva considerato alla stessa stregua delle altre religioni non cattoliche seguite in Italia.
La sua storia del XX secolo è legata a quella della famiglia Agnelli.
Diede i natali, nel 1866, a Giovanni Agnelli, il futuro fondatore della Fiat e artefice, insieme all’ingegnere villarese Roberto Incerti, della realizzazione della R.
I.
V.
, una grande fabbrica di cuscinetti a sfera, destinata a rivoluzionare il modo di produrre in tutta la zona della val Chisone e del Pinerolese.
Nel Novecento è segnata dai gravi danni arrecatigli dai ripetuti e frequenti bombardamenti cui fu sottoposta durante il secondo conflitto bellico e dalla grave crisi vissuta dall’industria dei cuscinetti negli anni Sessanta, che portò alla cessione della stessa, ma anche dalla graduale ripresa economica favorita dalla famiglia Agnelli, che vi insediò un grande stabilimento Fiat.
Tra le testimonianze artistiche più significative figura la parrocchiale di San Pietro in Vincoli, attestata sin dal XIV secolo ma totalmente riedificata nel corso del Settecento in stile barocco piemontese, a testimoniare il processo di conversione al cattolicesimo degli abitanti della valle.
Essa è stata sottoposta a frequenti lavori di restauro nel Novecento su patrocinio della famiglia Agnelli.
Degna di menzione è anche la cosiddetta Villa Agnelli, fra le più belle opere del Settecento piemontese.