Cenni storici su Andrate.
Il toponimo è attestato, sin dal 1221, attraverso “Andrato”, “Andrata” e “Andrati”.
La sua etimologia, tuttora molto discussa, sembra essere legata al nome proprio “Andreas” o “Andreus” a cui è applicato il suffisso -ATEM, di probabile origine gallica, il cui significato rimanda alle proprietà terriere di una famiglia che anticamente abitò il luogo.
Di probabile origine celtica, in antichità venne abitata dai vittimuli, a est, e dai salassi, a ovest.
I primi testi che ce ne danno notizia risalgono agli inizi del XIII secolo, quando era feudo del vescovado di Ivrea con il quale, nel corso dei secoli, stipulò diversi accordi.
Nel 1365, per decisione dell’imperatore Carlo IV, divenne dominio sabaudo; dominio che venne riconfermato dal vescovo di Ivrea nel 1373.
A partire dal 1410 le venne riconosciuta una maggiore autonomia attraverso la concessione di vari statuti da parte del vescovo Bonifacio della Torre.
Tra le vestigia del passato figurano: la parrocchiale di San Pietro in Vincoli, contraddistinta da un bel campanile ottocentesco e dalla splendida posizione panoramica; la chiesa detta del camposanto, eretta nel corso del 1700 sul sito di una precedente costruzione religiosa che, secondo la tradizione, avrebbe ospitato le spoglie di San Giovenale; la cappella di San Rocco, risalente al 1868, il cui pronao è decorato con interessanti affreschi; la chiesa santuario di Santa Maria, costruita nel 1747, al cui fianco si erge un campanile di epoca romanica, e la cappella di San Giacomo, della fine del 1800, posta a un’elevata altitudine sulla via del Mombarone.