Cenni storici su Strambino.
La documentazione medievale, risalente al 996, riporta Strambinus, termine derivante dal latino STRAMBUS per il classico STRABUS, il cui valore semantico può coincidere con quello del piemontese “stranb”, ‘storto’, giustificato probabilmente dalla posizione dell’insediamento sull’obliquo pendio collinare.
Anche se sono state rinvenute tracce della presenza romana nella zona, le prime fonti storiche risalgono al X secolo.
Appartenente alla chiesa eporediese già dal 1161, fu ripartita in piccoli feudi e assegnata, nel XIII secolo, ai nobili De Castro e De Villa, che avevano approfittato del vuoto di potere dei vescovi nelle aree periferiche.
Come tutti gli altri borghi del Canavese, subì le conseguenze delle cruente guerre civili, in cui si scontrarono i San Martino, fedeli ai Savoia, da una parte, e i conti Valperga, appoggiati dal marchese di Monferrato, dall’altra.
I Savoia riuscirono così ad affermare la propria autorità nel Canavese fin dal XIV secolo.
Nel 1438, di Comune accordo tra le signorie dei San Martino e dei Valperga, fu promulgata una nuova legislazione.
Tra i monumenti del suo patrimonio storico-architettonico figurano: il palazzo del Comune, edificio neoclassico realizzato nell’Ottocento su progetto dell’architetto Martelli, che costituisce uno dei più grandi e sontuosi palazzi municipali del Canavese; la settecentesca parrocchiale dei Santi Michele e Solutore, progettata dall’architetto Rana, e il castello medievale, appartenuto ai San Martino, e costruito sulla cima della collina.
Su commissione dei San Martino furono realizzati anche: un Palazzo barocco, che conserva pregevoli affreschi settecenteschi, e la cappella di San Michele, restaurata nel 1769.
Altri edifici sacri costruiti nelle varie località sono: la confraternita di San Francesco e di Santa Marta; la chiesa di Sant’Anna, in stile rococò, e la chiesa di Santa Maria delle Vigne, risalente probabilmente al XIII secolo, ma restaurata nel corso del Cinquecento.