Noasca in sintesi.
Piccola comunità di montagna, di antica origine medievale, ha un’economia basata sulla zootecnia e sul turismo.
I noaschini, con un indice di vecchiaia raramente riscontrabile, sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce nella località Grusiner, nei nuclei urbani minori di Fè, Frera Inferiore, Frera Superiore, Gere, Gere Eredi, Jerener, Plan, Pianchette e in numerose case sparse.
Il territorio, ricco di sorgenti, corsi d’acqua, cascate, laghi e ghiacciai e comprendente le aree speciali Gran Paradiso e Unghiasse, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate.
L’abitato, che si trova in un punto in cui la valle si rinserra in un’angusta gola, dominata a sud dalla punta di Pelusa e da nord dalle impervie cime appartenenti al massiccio del Gran Paradiso, mostra segni di espansione edilizia.
Lo stemma comunale, semitroncato partito, è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica.
Nella prima sezione, a sfondo rosso, campeggia la lettera maiuscola N, d’oro; il secondo campo, dorato, racchiude due stelle azzurre a otto raggi, poste in banda; nella terza partizione, argentata, si rappresenta una cascata d’acqua azzurra, che sgorga da una rupe nera, fondata in punta.