Cenni storici su San Mauro Torinese.
L’antico nome del luogo era di SANCTA MARIA IN PULCHERADA.
Il toponimo attuale deriva dal monaco, SANCTUS MAURUS, discepolo di San Benedetto, il cui nome compare nell’atto in cui fu donata dal signore del Monferrato al monastero di Spigno, nel 991 d.
C.
La primitiva fondazione monastica benedettina dedicata a Santa Maria, distrutta dalle invasioni ungare e saracene, fu ricostruita dopo il Mille dai monaci della congregazione di San Mauro, da cui il monastero prese il nome e fu eretta in abbazia nel 1159.
Alla decadenza dell’abbazia, corrispose l’affermazione politico-territoriale della dinastia sabauda, che a partire dal XVII secolo dette inizio ad una politica di riappropriazione dei poteri sovrani.
Nel 1803, con l’avvento dei rivoluzionari francesi, i beni dell’abbazia furono confiscati e la stessa fu ridotta allo stato di semplice chiesa parrocchiale.
Della potenza e dello splendore dell’antica abbazia di San Mauro sono giunte sino a noi poche testimonianze.
La parrocchiale di Santa Maria, si trova al centro del nucleo più antico dell’abitato, ha subito nel corso dei secoli diverse modifiche che ne hanno stravolto la struttura originaria, risalente presumibilmente tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo.
Sul lato sinistro della facciata si trova il campanile.
Nel recinto dell’antico monastero è si trova la cappella della Madonnina.
Altri edifici religiosi sono: la piccola chiesa di San Rocco del XVIII secolo; la settecentesca chiesa di San Grato e le recenti parrocchie di Sant’Anna, di San Benedetto abate e del Sacro Cuore di Gesù.
Molto importante per la salvaguardia e la valorizzazione dell’intera area è stata la costituzione del Parco della collina di Superga nel 1991.
In tale zona sono anche collocate celebri ville, un tempo residenze estive della nobiltà piemontese, come la Villa Lavista, splendido esempio di architettura eclettica, e la Villa del cavalier Ludovico Nicolis e la Villa Soley, con una caratteristica torre.
Vanno infine ricordati: la torre del Moncanino, una costruzione in stile neogotico della seconda metà dell’Ottocento, e il castello dei conti di Sambuy, con il suo vasto parco, ricco di abeti secolari e statue.