Cenni storici su Exilles.
Già noto come “Exingomagus”, composto dalla voce celtica “magos”, ‘campo’, e da “Exicingo”, simile all’antroponimo gallo-latino “Excingus”, sta a significare ‘il campo di Excingus”.
La forma attuale richiama solo il determinante gallico che si accosta molto alla voce celtica “ixellos”, ‘basso’, derivato da “ixelleus” da cui si ricaverebbe”Eysiglis”, “Yssiglis”, “Ysilhis”, “Siglis”, “Sille”, “Exilliis”; in questo caso il suo significato è ‘(luogo abitato collocato) in basso’.
Esistono anche forme femminili come “Exillas”, “Exiliarum”, “Exillearum”, che secondo qualche studioso, potrebbero derivare dal nome personale romano AESILIA, da AESIUS.
In epoca molto antica, fu probabilmente, abitata da popolazioni celte, in seguito fu occupata dai romani.
Nel periodo medievale, i vari signori feudali che vi esercitarono la loro giurisdizione, s’impegnarono molto nella costruzione di un forte difensivo, perché sempre minacciata dai Delfini di Francia.
Nel Cinquecento il feudo con la sua fortezza militare fu conquistato da Carlo Emanuele I di Savoia, seguendo successivamente le sorti della famiglia sabauda.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte, oltre al forte militare restaurato nelle forme odierne nel 1818 e attualmente di proprietà della Regione Piemonte, la parrocchiale di San Pietro Apostolo, dell’XI secolo e in stile romanico, accanto alla quale c’è una fontana del XV secolo, e la cappella di San Rocco del 1660.