Cenni storici su Mazze.
Il toponimo nella documentazione medievale si presenta spesso nella forma completata dal suffisso -ADIUM, come accade di frequente con i nomi cavesani in “-è” e come dimostrano le attestazioni “Maciadium” del 1007, con varianti grafiche “Maçadium” dell’anno 1181 e “Mazayo”, forma dialettale risalente al 1433.
Sembra si debba escludere una derivazione dalle dizioni, peraltro non attestate, “Macciacus” o MATTIACUS, dal nome personale latino MATTIUS, MATIUS, come proposto da qualche studioso.
Risalgono all’anno Mille le prime fonti storiche certe, nel 1141, l’antico feudo fu ceduto dal conte Guido del Canavese al Comune di Vercelli, ma ben presto il potere ritornò nelle mani dei canavesani e precisamente alla casata dei Valperga.
In seguito la sua giurisdizione fu divisa tra il vescovo di Ivrea e il signore Raniero Valperga.
Quest’ultimo sottoscrisse un patto di alleanza con i feudatari del Monferrato e quelli di Biandrate, con l’aiuto dei quali dichiarò guerra al vescovato eporediese.
Agli inizi del 1300 fu ceduta al principe d’Acaia di Savoia, da quel momento in poi il governo fu esercitato dalla dinastia sabauda.
Sono tracce archeologiche della cultura dei secoli passati: il castello dei signori di Valperga, del XIV secolo; il castello di Mon Repos, con una bella cappella in stile neogotico, e una torretta in stile rinascimentale, fatta costruire dai signori Pochettini di Serravalle.
Degne di nota per il loro valore artistico sono: la parrocchiale dei Santi Gervasio e Protrasio del 1349 e la chiesa di San Francesco, del 1856 in stile neoclassico.