Cenni storici su Chieri.
Gli studi effettuati sul toponimo suggeriscono un'origine gallica, da “karr(o)-”, base presente sia nei nomi personali che nei nomi comuni di cosa.
In una citazione del 995 sembra si alluda ad un nome personale con suffisso in -ANUS, “in villa vel fine Cariani”.
Tra le forme più antiche “Cario” del 959, mentre “Carium”, “Cherium” e “Cayrum” sono del XII secolo; le attestazioni “Chara”, “Caryos” e “Querio” sono molto rare.
Abitata dai romani, fu quindi dominata dai longobardi tra il V e il IX secolo.
Le prime attestazioni documentate risalgono a un atto del 955, con il quale l'abate Bellegrimo della Novalesa e Landolfo acquistò una vigna in tale feudo.
Nel X secolo risulta di proprietà del vescovo di Torino, che la ricevette come donazione dall'imperatore Ottone III.
Nel 1154, alleatasi con Asti, vinse il conflitto contro il vicario Guglielmo di Monferrato.
Guglielmo di Monferrato chiese la protezione dell'imperatore Federico Barbarossa, che la incendiò.
Nel 1158 fu nuovamente affidata al vescovo di Torino, che a sua volta l'affidò ai conti di Biandrate, che non furono ben accettati dalla popolazione locale.
Si scatenarono così numerose lotte di potere interno, domate dal re di Napoli, Roberto d'Angiò, nel XIV secolo.
Gli Angioini, entrando in conflitto con i Savoia, persero il loro potere sul feudo, che divenne di proprietà della famiglia sabauda nel 1347 e fu diviso tra Amedeo VI di Savoia e il ramo degli Acaja.
Nel XV secolo diventò possedimento di Amedeo VIII di Savoia e si assistette alla repressione dei fedeli di fede valdese.
Nel XVI secolo fu più volte saccheggiata dagli eserciti francesi, ma poi fu riconquistata da Emanuele Filiberto.
Durante i conflitti mondiali fu sede antifascista molto attiva.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: il Duomo, edificato su di un'antica chiesa cristiana nel 1037 e riedificata nel XV secolo in stile gotico, con una torre campanaria al cui interno vi sono pregevoli affreschi del Quattrocento; il Battistero, del XIII secolo in stile romanico-gotico; la chiesa di San Giorgio, del 1400 in stile gotico; la chiesa di San Domenico, del 1300; la chiesa di San Guglielmo (XIV sec.
); il Santuario dell'Annunziata (XVII sec.
) in stile barocco; la chiesa di San Filippo, del 1664; la chiesa di San Bernardino, del 1675; la chiesa di Santa Margherita e quella di Santa Maria della Pace (XVII sec.
); la parrocchiale di Sant'Antonio Abate, del 1700; la chiesa di Santa Lucia e il Monastero delle Orfane.
Degni di nota sono alcuni palazzi signorili: Mercadillo, Opessi, Valfré di Valdieri, Bilioni e Buschetti, tutti di epoca medievale; palazzo Visca di Piazzo e di Tonengo di età rinascimentale; Broglia, Tana e Robbio di San Raffaele, del Settecento.
Tra gli altri monumenti: l'Ospedale Maggiore e l'Arco di Piazza Umberto I.