Cenni storici su Ciconio.
Il toponimo presenta tra le forme più antiche “Cicunus”, del 1094, e “Cecunius”, del 1156.
Attestata l’esistenza in epoca longobarda del nome personale latino CICCUS, il cui significato è probabilmente da collegarsi all’aggettivo ‘piccolo’, si è ipotizzata la derivazione da un prediale da un gentilizio latino, quale CICCONIUS o CICCUNIUS, che giustificherebbe anche la forma dialettale “sikön”.
La sua origine, molto probabilmente, è avvenuta prima del 1019; periodo a cui risale la prima attestazione storica scritta.
Si tratta dell’atto di donazione del feudo effettuata dal marchese eporediese Guglielmo a favore dell’abbazia di Fruttuaria.
In seguito, nel 1094, fu nuovamente ceduta alla chiesa eporediese, ma la donazione fu effettuata dal re Arduino.
I signori che esercitarono la loro giurisdizione sul feudo furono: i conti di Biandrate e i marchesi di Monferrato.
Nel XVII secolo, in seguito al trattato di Cherasco, fu annessa ai possedimenti della famiglia sabauda.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, molto pittoresca, abbellita da statue di terracotta, la cappella di San Grato, l’oratorio di San Rocco e una torre campanaria del Medioevo.