Cenni storici su Germagnano.
L’assenza di documentazioni consente di interpretare il toponimo in vario modo; dovrebbe risalire secondo gli studiosi al nome personale latino GERMANIUS, con il suffisso in -ANUS e non all’espressione GLAREA MAGNA, riferita ad un ampio ghiaieto ubicato sul suo territorio, come vuole un’antica credenza popolare.
Le prime notizie documentate risalgono all’anno 1034, quando Rodolfo, abate di San Silvestro, stipulò una permuta con i conti Guido e Adalberto, in virtù della quale, egli cedette a costoro molte terre subalpine in cambio di altre nel modenese.
Tra le famiglie che ebbero giurisdizione sul feudo ricordiamo: i Visconti di Baratonia, nell’XI secolo, i signori di Lanzo, Guglielmo VII il grande, marchese di Monferrato.
Dopo varie e complesse vicende, che videro l’alternarsi dei Savoia e dei marchesi di Monferrato nella giurisdizione del territorio, nel 1577 il marchesato toccò a Filippo d’Este.
Nel 1725 questo territorio ormai sabaudo, passò a Luigi Ignazio Faussone, governatore del forte di Bard, e ai suoi discendenti Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: il ponte nuovo di Barolo, del 1842, con due archi in muratura, è detto nuovo perché la struttura originaria fu fatta esplodere delle forze tedesche durante l’occupazione; il ponte di Germagnano, sulla strada provinciale per Viù, del quale è ancora ben visibile la struttura originale del 700; alcuni edifici religiosi come la Cappella di Santo Stefano, la Cappella dei Santi Grato e Rocco, e alcuni resti di reperti archeologici, che attestano l’antichità del luogo.