Cenni storici su Quincinetto.
Le attestazioni medievali del toponimo, “Quincinato” dell’anno 1231, “Quincenato” dell’anno 1232, “Quincinaco” dell’anno 1273 ed infine “Quincenacho” dell’anno 1278, sembrano rimandare ad un “Quinctionacus” derivato molto probabilmente da un nome personale latino: secondo alcuni QUINCTIO -ONIS, secondo altri un diminutivo di QUINCTIUS, QUINTUS.
Probabilmente abitata dall’uomo già in epoca preistorica, come testimonierebbero dei ritrovamenti sul Bric Renon, fu, in seguito, occupata da popolazioni celto-liguri.
In epoca medievale, nel 1357, il vescovo d’Ivrea, cedette il feudo di sua proprietà al conte Verde, Amedeo V di Savoia.
Dopo alcuni anni, la sua giurisdizione fu affidata dalla famiglia sabauda ai signori di Settimo Vittone, poi passò ai Garidelli ed infine ai Torrini.
La sua storia seguente non evidenzia avvenimenti di particolare rilievo.
Il suo patrimonio storico-architettonico non si mostra particolarmente ricco.
Elementi di maggior pregio sono: la cappella di Santa Marta, espressione del tipico stile di architettura rurale, accanto alla quale si erige una torre campanaria, e la cappella di Gesù Risorto, in stile barocco.