Cenni storici su Villar Focchiardo.
Il toponimo è composto dal determinato Villar e dal determinante Focchiardo, derivante dal nome personale germanico “Fulchard”.
Le prime notizie relative alla sua esistenza risalgono agli inizi dell’anno Mille, allorché compare per la prima volta il nome Villare Fulcardi, nell’atto di fondazione dell’abbazia di San Giusto di Susa, tra i beni donati al nuovo monastero.
Alla fine dell’XI secolo venne infeudata alla famiglia dei Baratonia, che ne detenne il potere sino al XIV secolo, quando entrò a far parte dei domini sabaudi.
La sua storia è segnata dalle frequenti inondazioni che hanno colpito l’abitato, causandogli ingenti danni e rendendo assai precarie le condizioni economiche degli abitanti, tanto che gli stessi, su provvedimento di Amedeo IX di Savoia, vennero esentati per diversi anni dal pagamento dei tributi.
Tra le testimonianze più significative del suo patrimonio storico-architettonico figurano: la parrocchiale di Santa Maria Assunta, dalle eleganti forme barocche, riedificata nel Settecento in sostituzione dell’antica parrocchiale distrutta dalle inondazioni; i resti dell’antica Casaforte fatta costruire dai Baratonia nell’XI secolo; la Cascina Rolando; la Giaconera, stazione di posta e locanda, di cui si ha notizia sin dal Medioevo per aver ospitato illustri personaggi, tra cui vari esponenti di casa Savoia e Napoleone Bonaparte, e il Castello, palazzo barocco fatto costruire dal nobile Pietro Carroccio, importante personaggio della corte sabauda, nel XVII secolo.
Di grande interesse storico e artistico sono poi i resti della Certosa di Monte Benedetto, limitati al nucleo principale e alla chiesa abbaziale, in stile romanico e dalle linee architettoniche semplici e essenziali, e della Certosa di Banda, che conserva solo la chiesa in stile romanico, risalente al XIII secolo, e i resti del chiostro e di alcune celle.