Cenni storici su Brandizzo.
Il toponimo è documentato, dal 1266, dalle forme di “Branditius” e “Brandicius”, che fanno riferimento al nome personale Brandizzo.
Sorta sull’antico insediamento di Decimo, posto lungo la via romana che conduceva alle Gallie, venne popolata dalle genti che originariamente si erano trasferite a Dulphia, latifondo molto vicino all’attuale posizione del centro.
Con la divisione in ducati attuata dai longobardi, divenne parte del ducato di Torino, mentre in seguito, sotto Carlo Magno, venne compresa nella contea di Susa.
Olderico, discendente di Arduino Glabrione, marchese di Susa, ne donò il territorio all’abbazia di Fruttuaria tra il 1001 e il 1035, data in cui gli stessi abati infeudarono il castello.
Nel 1178 Guglielmo V marchese del Monferrato ottenne buona parte del suo territorio, che si trovò sotto la sua giurisdizione civile; quella spirituale venne retta dall’abbazia fino al 1802.
Guglielmo V si prodigò affinché il castello e la torre fatiscenti venissero ricostruiti.
Alla metà del XIII secolo passò nelle mani dei conti d’Acaia e, il secolo successivo, in quelle del duca Amedeo VIII di Savoia.
Quest’ultimo passaggio le fece perdere l’importanza strategica che aveva sempre avuto, pur mantenendola sul piano della viabilità, essendo vicina al guado del torrente Malone.
Successivamente molte altre famiglie si contesero la reggenza del suo governo; tra queste vi furono: i Palazzo, i Dal Pozzo e i Carelli.
Quest’ultima, originaria della Valsesia, va ricordata per il suo esponente Carlo, il quale, nel 1690, fu inviato dal duca di Savoia a Milano come plenipotenziario con l’incarico di concludere un’importante convenzione con il governatore della città lombarda.
Nel 1663 i Carelli vendettero il feudo ai conti Nicolis di Robilant, originari di Varallo.
Nel corso del XVI secolo fu teatro di dure battaglie, combattute dai francesi e dagli spagnoli, e di grandi epidemie.
Il Settecento fu testimone del passaggio di numerose soldatesche e, nell’Ottocento, il suo territorio costituì luogo di accampamento delle truppe di Napoleone.
Le vestigia del suo passato sono: i ruderi e il parco dell’ormai distrutto castello e la parrocchiale eretta nel 1718 e consacrata nel 1752.
Uno dei cinque altari della chiesa è dotato di una pregevole statua, raffigurante la pietà, in marmo di Carrara.