Cenni storici su Pecetto Torinese.
per quanto concerne il toponimo, ipotesi da scartare per motivi altimetrici, sembra essere quella che suggerisce una derivazione da “Picietum”, a sua volta da PICEA, ‘abete’.
Più probabile, invece, che esso tragga origine dal sostantivo del latino tardo PECIA, ‘pezza’, quella sezione cioè risultante dalla suddivisione del terreno in parcelle, quale quella attuata nel territorio vicano, accostato al suffisso -ETUM, per indicare un insieme di ‘pezze’.
Tra le attestazioni documentate più antiche figurano le forme “Picetum” dell’anno 1152 e “Pecieto” dell’anno 1236.
Il determinante, invece, è di palese derivazione.
Abitata dall’uomo sin dalla preistoria, fu in epoca antica sede di un insediamento romano (come conferma il rinvenimento di un muro di laterizio di costruzione romana).
Le prime notizie storiche documentate risalgono al 1040, precisamente a un atto di donazione che il marchese di Romagnano fece al monastero di San Silano.
Tra il 1224 e il 1227 divenne di proprietà del Comune di Chieri.
In seguito la popolazione locale si trovò coinvolta nella guerra tra il papato e l’impero.
Nel XIV secolo fu venduta da Chieri alla famiglia dei Balbi ma gli abitanti scatenarono un’insurrezione per poter tornare sotto la giurisdizione chierese.
Nel 1537 gli abitanti ottennero la possibilità di divenire sudditi di Torino, ma quando il potere ritornò nelle mani dei Savoia, Carlo Emanuele I, per sostenere le sue guerre, la cedette prima a Cristofaro di Lavoretto, quindi al barone Benedetto Cisa di Grésy, a Gaspare Francesco Baleno, a Giovanni Enrico Marene e, infine, al conte Piero Tommaso Marene.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: la chiesa di San Sebastiano, del Duecento, in stile gotico-romano, al cui interno è possibile ammirare molti affreschi del pittore Jacopino Longo; la parrocchiale di Santa Maria della Neve, edificata tra il 1739 e il 1742, e la piccola e graziosa chiesa della Confraternita del 1625.
Degne di nota per il loro valore artistico sono la settecentesca villa il Ghiotto e villa Bergalli.