Cenni storici su Ronco Canavese.
Il toponimo si può far risalire al latino RUNCUS, che significa ‘terreno incolto’.
Si tratta di una denominazione Comune a diversi centri non soltanto del Piemonte, ma di tutta l’Italia Settentrionale e, riferita agli insediamenti rurali, indica il dissodamento del territorio avvenuto nell’alto Medioevo.
La testimonianza documentaria più antica relativa alla sua esistenza risale al 1457, ma in realtà la sua origine è altomedievale.
I primi insediamenti dovettero avvenire fra X e XI secolo, quando la nuova comunità dissodò le terre incolte.
Appartenente prima a re Arduino, poi ai conti del Canavese, nell’alto Medioevo fu dominio indiviso dei San Martino e dei Valperga.
Partecipò, in aggiunta, sia al tuchinaggio, sia alle scorrerie dei Valsoanini nella località di Pont, giungendo alla pacificazione con la nobiltà locale soltanto nel 1539.
Del patrimonio storico-architettonico fa parte la chiesa parrocchiale di San Giusto, di particolare interesse artistico, per la presenza in essa di pregevoli intagli barocchi e, soprattutto, della pala raffigurante la Madonna Pellegrina in Egitto.
Anche le sue frazioni conservano begli esempi di architetture tipiche, risalenti ai secoli XVII e XVIII.
A Recrè, per esempio, è presente un’interessante casaforte di epoca medievale.
Lungo uno dei tanti sentieri che attraversano la zona è presente l’antica fucina, suggestivo edificio in cui si è continuato a lavorare il rame fino alla metà del XX secolo.