Cambiano

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 14.22 km² Codice ISTAT: 48
Ricerca posizione...

Descrizione

Cambiano in sintesi.
Centro di pianura, di antica origine antica, noto per la produzione del vino Freisa; la sua economia è di tipo agricolo, industriale e commerciale.
I cambianesi, con un indice di vecchiaia nella media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce in località Madonna della Scala e in un discreto numero di case sparse.
Il territorio presenta un profilo geometrico ondulato, con variazioni altimetriche non molto accentuate.
L’abitato, circondato da verdi pascoli, è in forte espansione edilizia.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Cambiano.
È si trova alle falde meridionali della collina torinese, presso il rio del Vallo, affluente di destra del Po, nella parte sud-orientale della provincia, tra Trofarello, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Chieri e Santena.
È raggiungibile attraverso la strada statale n.
29 del Colle di Cadibona, a 1 km dall’abitato, e mediante l’A21 Torino-Brescia, cui si accede dal casello di Santena, a 2 km.
La linea ferroviaria Torino-Novi Ligure ha uno scalo sul posto.
L’aeroporto più vicino, per i voli nazionali e internazionali, dista 37 km; quello intercontinentale di Milano/Malpensa, è a 152 km.
Il porto è a 135 km.
Gravita su Torino e Chieri per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Cambiano.
Il toponimo è attestato, dal 955, dalla forma “Cambianis”, divenuta “Cambianus” nel 1152, il cui etimo è rintracciabile nel gentilizio celtico latinizzato “Cambius”, cui è applicato il suffisso -ANUS.
Sorse in epoca romana, come dimostra un recente ritrovamento dei resti di una villa del III secolo dopo Cristo, sebbene si pensi che possa essere stata abitata da alcune popolazioni celtiche.
La sua attuale posizione risale all’VIII secolo, periodo in cui venne eretto il castello e l’abitato spostato nei suoi dintorni.
Le prime notizie storiche provengono da un atto di vendita datato 959.
Successivamente, entrò a far parte dei domini del monastero di San Silvestro di Nonantola che, nel 1034, la cedette ai conti di Pombia.
La sua storia è però legata a quella della vicina Chieri, nella cui orbita restò fino al XIV secolo.
Il legame con il prosperoso Comune significò un forte sviluppo economico, ma fu, d’altro canto, anche fonte di guai: infatti, Chieri, priva di una propria struttura difensiva, usava come linea di difesa le località circostanti a lei sottomesse.
Ciò comportò la sua ripetuta distruzione soprattutto nel corso del Trecento.
Alla metà del XIV secolo passò nelle mani dei Savoia e dei principi Acaia-Savoia, sotto cui venne rovinosamente distrutta durante la guerra contro il marchese del Monferrato.
Con l’estinzione dei Savoia-Acaia, fu retta dal solo regno sabaudo e, nel 1619, venne ceduta al nobile piacentino Scotti e, in seguito, alla locale famiglia dei Borgarelli.
Nel 1640, dopo solo dieci anni dalla diffusione della terribile peste, venne dilaniata dalla guerra civile scoppiata dopo la morte di Vittorio Emanuele I.
Cinquant’anni dopo venne infeudata da Vittorio Amedeo II al marchese Vittorio Carron di San Tommaso e, nel 1702, alla contessa Maria Margherita Tana.
Durante l’occupazione napoleonica fu annessa al regno francese e nel 1815 tornò a far parte dei possedimenti sabaudi.
L’anno 1840 vide la costituzione della società per l’istruzione.
Tra gli emblemi monumentali di maggior pregio figurano: la parrocchiale dei Santi Vincenzo e Anastasio, distrutta durante il saccheggio del 1640 e riedificata alla fine del secolo, sotto la direzione del Vittone; la chiesa dello Spirito Santo, eretta tra il 1620 e il 1622; il castello dei Mosi e il castello dei Mosetti, entrambi del XII secolo.

Economia

Struttura economica di Cambiano.
Oltre che dei consueti uffici municipali e postali, è sede di Pro Loco.
L’agricoltura produce cereali, foraggi, ortaggi (rinomati sono i pomodori di varietà “costoluto”) e uva (utilizzata per la produzione di vino Doc); si pratica anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, equini e avicoli.
L’industria è costituita da imprese che operano nei comparti della lavorazione e conservazione delle carni, alimentare, tessile, delle confezioni, del legno, della carta, della stampa, chimico, della lavorazione di articoli in gomma e in plastica, dei materiali da costruzione, della pietra, metallurgico, meccanico, elettronico, della fabbricazione degli accessori per autoveicoli, dei mobili ed edile.
Il terziario si compone di una sufficiente rete distributiva oltre che dell’insieme dei servizi, che include quelli bancario, assicurativo e immobiliare.
Tra le strutture sociali vi è una casa di riposo.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria; per l’arricchimento culturale sono presenti una biblioteca civica e il centro studi e ricerche Pininfarina.
L’apparato ricettivo offre possibilità di ristorazione e di soggiorno.
Il servizio sanitario è assicurato dalla farmacia.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Cambiano.
Ospedale a ChieriUsl n.
8 di ChieriGuardia di finanza a TorinoVigili del fuoco a TorinoPretura di Torino sez.
ChieriTribunale a TorinoCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a Chieri Ufficio del Registro a ChieriConservatoria dei Registri Immobiliari a Torino II Aeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Cambiano.
Non costituisce meta di significativo richiamo turistico; si trova tuttavia in una favorevole posizione, che permette di raggiungere in poco tempo Torino, oltre a il vicino Parco Castello di Santena.
Inserita, in aggiunta, nell’area di sviluppo del progetto “Sentieri della Collina Torinese” offre la possibilità di riscoprire numerose suggestive località comunicanti tra loro con una fitta rete di strade, “carrarecce” o sentieri che, proprio per le loro caratteristiche, consentono di ammirare e apprezzare al meglio gli inestimabili valori storici, culturali, naturalistici e ambientali di queste colline.
Altro motivo di richiamo è la sua gastronomia: offre la possibilità di gustare i semplici ma genuini prodotti del luogo, tra cui il vino.
Tra le manifestazioni vi è la sagra del pomodoro, a settembre.
I Patroni, Santi Vincenzo e Anastasio, si festeggiano il 22 gennaio.

Dati Statistici

  • Superficie 14.22 km²
  • Codice ISTAT 48

Informazioni Utili

Date Importanti

Aggiorna Dati

Ottieni coordinate, CAP e altri dati automaticamente