Cenni storici su Valprato Soana.
Il toponimo, per quanto concerne la prima parte, è di facile interpretazione, essendo composto di VALLIS e di PRATUM, da intendersi come ‘prato della valle’; il determinante si riferisce alla valle e al torrente omonimo.
Nel Medioevo fu feudo del marchese Arduino d’Ivrea, e successivamente dei conti di Valperga ed era ritenuta località molto importante, in quanto metteva in comunicazione l’alta valle Soana con la Val d’Aosta.
Nel XV secolo partecipò, come gran parte dei borghi della zona, alla rivolta popolare dei tuchini.
Nel periodo della Resistenza fu sede di reparti partigiani e subì gravi devastazioni e perdite.
Agli inizi del Novecento ha subito una vasta ondata emigratoria, che ne ha condizionato lo sviluppo.
Tra i monumenti del patrimonio storico-architettonico figurano: la parrocchiale di San Silverio, costruita nel 1775; la chiesa di Sant’Orso, con il campanile isolato su una roccia; la chiesa di San Giovanni Battista, si trova a Campiglia, e la chiesa di San Giacomo e il Santuario della Madonna della Neve, a Pianetto.
Interessanti sono anche le numerose cappelle sparse sul territorio, tra le quali figurano: la cappella di San Grato, a Piamprato; la cappella di Sant’Antonio, a Campiglia, e quella di Santa Liberata, a Chiesale.
L’edificio sacro più importante della zona è il Santuario di San Besso, che si sviluppa a 2.
047 metri ed è uno dei luoghi sacri preferiti dalla religiosità popolare alpina.