Cenni storici su Novalesa.
Il toponimo deriva dall’aggettivo NOVALIS, accostato al suffisso -ICEUS, con riferimento all’introduzione dell’agricoltura in zone che in precedenza erano coperte da boschi.
Tra le attestazioni figurano “Novalicium” del 929, con varianti come “Novalitio” del 972, “Novalisio” del 1050, “Novalixii” del 1152, “Conventum Santi Petri de Novalisio” del 1236.
Esistono anche attestazioni con la forma femminile come “Novalicie” del 1129 e “Novalie” del 1211-1216 in cui l’aggettivo NOVALIS è associato ai suffissi -EUS, -IUS.
Le prime notizie certe risalgono al 726, precisamente a un documento di fondazione dell’abbazia dei Santi Pietro e Andrea della Novalesa.
La sua storia è in aggiunta legata, sin dal Medioevo, all’esistenza della strada che congiungeva l’Italia alla Francia.
In questo periodo vi sorsero un notevole numero di alberghi, locande, osterie e stallaggi.
Il periodo della dominazione napoleonica, invece, segnò il declino di questo feudo, in quanto fu costruita una nuova strada che portava in Francia.
Tracce storico-architettoniche della cultura dei secoli passati sono: l’abbazia dei Santi Pietro e Andrea, edificato su di un precedente sito d’origine romanica, composto dalle costruzioni dell’antico monastero (nel quale, durante il Medioevo era praticata l’arte della copiatura e miniatura dei testi letterari) con la grande chiesa; l’ex palazzo abbaziale e quattro cappelle, tra cui spicca quella di Sant’Eldrado, che conserva l’originaria abside semicircolare romanica.
All’interno di quest’edificio è possibile ammirare dei pregevoli dipinti del Duecento.
Importante ancora la parrocchiale di Santo Stefano al cui interno sono custoditi affreschi del Cinquecento, un crocifisso in legno del XV secolo e l’urna-reliquiario di Sant’Eldrado.