Borgofranco d'Ivrea

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 13.34 km² Codice ISTAT: 30
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Descrizione

Borgofranco d'Ivrea in sintesi.
Centro collinare, di antica origine medievale; la cui economia si basa su tutti i settori produttivi.
I borgofranchesi, con indice di vecchiaia di poco superiore alla media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce nella località Baio Dora, in vari aggregati urbani minori, oltre a in case sparse.
Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 1.
115 metri di quota.
L'abitato, che ha conservato la sua impronta rurale e che non mostra espansione edilizia, è contraddistinto dalla topografia del ricetto medievale a pianta rettangolare.
Lo stemma comunale, partito, è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica.
Nella prima sezione, smaltata d'azzurro, spicca un albero “al naturale”, che affonda le radici su una verde campagna; il secondo campo, a sfondo dorato, racchiude una stella rossa a sette raggi.
La redazione non ne ha ottenuto l'autorizzazione alla riproduzione.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Borgofranco d'Ivrea.
è si trova allo sbocco della Valle d'Aosta, sull'antica Via Francigena, fra le propaggini occidentali della Serra d'Ivrea e il monte Buono che la separa dalla Dora Baltea, nella parte nord-orientale della provincia.
è attraversata dalla strada statale n.
26 della Valle d'Aosta; è raggiungibile anche mediante l'A5 Torino-Aosta, cui si accede dal casello di Ivrea, posto a 8 km.
La linea ferroviaria Chivasso-Aosta ha uno scalo sul posto.
L'aerostazione di riferimento è a 53 km; quella di Milano/Malpensa, utilizzata per le linee intercontinentali dirette, dista 103 km.
Il porto è a 187 km.
Fa capo a Ivrea per i servizi e per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Borgofranco d'Ivrea.
Le prime attestazioni del toponimo risalgono al 1328; la forma maggiormente documentata è BURGUSFRANCUS, la cui etimologia, palese, ha motivazione storica.
Sorse nel XIII secolo come centro fortificato al fine di rendere sicura l'importante strada per la Valle d'Aosta e, in particolare modo, il transito delle macine da mulino di Saint Marcel, il cui controllo era causa di continue dispute tra Ivrea e Vercelli.
I lavori per la creazione del borgo franco, voluti dal marchese del Monferrato, iniziarono nel 1256 e terminarono nel 1277.
Venne dotata di ampi privilegi, esenzioni e franchigie al fine di attirare nuovi abitanti; coloro che invece risiedevano nei vicini centri di Biò, Quinto e Monbueno furono costretti a trasferirvisi.
Cercò a lungo di mantenere la sua autonomia rispetto ai tentativi di accentramento dei Savoia.
Nel 1562 Emanuele Filiberto confermò i suoi privilegi, che vennero parzialmente revocati a favore di Bartolomeo Faccia undici anni più tardi.
Nel 1618 fu infeudata a Giovanni Francesco Lussolaborda e, qualche anno più tardi, al nobile genovese Claudio Marini, ciambellano del re di Francia e ambasciatore presso i Savoia.
Nel 1640 venne inondata dalle acque della Dora e messa a dura prova dalla guerra civile tra madamisti e principisti, oltre a dalla grande frana, del 1666, su Biò.
Nel XVIII secolo i nuovi feudatari, i Palma, si trovarono in lotta con altri esponenti della casata e, sul finire del secolo, abbandonarono il governo locale per spostarsi a Rivarolo.
Nel centro storico sono ubicati: la torre di antica origine medievale, che funge da campanile; la parrocchiale della Madonna del Rosario e dei Santi Maurizio e Germano, in stile barocco, eretta nel 1663 e restaurata nel 1792 dalla confraternita del Rosario e dalla popolazione; la chiesa di Santa Marta, originariamente parrocchiale, ampliata nel 1691 dalla famiglia dei Marini; la quattrocentesca Domus Sancti Spiriti, sede di una confraternita e, fino al 1600, casa parrocchiale e scuola, e il palazzo Marini, imponente costruzione a forma di “elle”, di 1.
900 metri quadrati, contraddistinta da un'antica torre, databile intorno al 1200.
Di notevole interesse sono i “balmetti”, costruzioni situate fuori dal centro, risalenti al 1700, adibite alla conservazione dei prodotti agricoli, in particolare modo del vino.

Economia

Struttura economica di Borgofranco d'Ivrea.
È sede di Pro Loco.
L'agricoltura produce cereali, frumento, uva e altra frutta; si pratica anche l'allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
L'industria è costituita da un discreto numero di aziende che operano nei comparti: alimentare, della lavorazione delle carni, delle confezioni, del legno, della raffinazione del petrolio, chimico, della lavorazione di articoli in gomma e in plastica, metallurgico, meccanico, elettronico, della fabbricazione delle parti e accessori per autoveicoli, dei mobili e dell'edilizia.
Il terziario si compone di una buona rete distributiva e dell'insieme dei servizi.
Nelle scuole si impartisce l'istruzione obbligatoria; per l'arricchimento culturale è presente la biblioteca civica.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione, di soggiorno e di agriturismo.
Il servizio sanitario è assicurato dalla farmacia.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Borgofranco d'Ivrea.
Ospedale a IvreaUsl n.
9 di IvreaCarabinieri a Settimo VittoneGuardia di finanza a IvreaVigili del fuoco a IvreaPretura a IvreaTribunale a IvreaCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a IvreaUfficio del Registro a IvreaConservatoria dei Registri Immobiliari a Ivrea Aeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Genova

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Borgofranco d'Ivrea.
La sua particolare collocazione territoriale esercita un forte richiamo per gli amanti della natura e dell'escursionismo.
Interessante è la gita nella zona dei Cinque Laghi della Serra d'Ivrea.
Tra le manifestazioni: i festeggiamenti del Carnevale; “Andoma aij Balmit: sagra del canestrello e dei Balmetti”, a giugno; la “Corsa podistica dei 5 laghi”, a settembre; la castagnata, a ottobre.
Il Patrono, S.
Maurizio, si festeggia il 22 settembre.
È gemellata con la città francese di Embrun.
Ha dato i natali a Germano Germanetti, insigne terapeuta e deputato; al sacerdote Choc, che si adoperò in campo scolastico per i più bisognosi; all'avvocato Martino Ruffini e ai dottori Tommaso e Ettore Ruffini.

Dati Statistici

  • Superficie 13.34 km²
  • Codice ISTAT 30

Informazioni Utili

Date Importanti

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