Cenni storici su Sauze d'Oulx.
Il toponimo è composto da un determinante, che rappresenta l'esito locale del latino SALIX -ICIS, che significa ‘salice' ed è riportato dalla documentazione medievale a partire dal 1223.
Il determinante è attestato, invece, sin dall'880 come Ulces, Ultes, In Loco Et Fundo Ulce, forme tutte riconducibili al nome personale celtico “Ulkos”, proprio anche di un re dei Salassi, attraverso esiti di ablativo plurale.
I primi insediamenti nella zona risalgono all'antichità, come dimostrano vari ritrovamenti di tombe di epoca romana.
Nel Medioevo fece parte dei territori legati all'abbazia dei Santi Pietro e Andrea della Novalesa e in seguito alla prevostura di Oulx.
Appartenente al regno di Borgogna, poi al Delfinato, rimase territorio francese sino al 1713, quando entrò a far parte del regno di Savoia.
Nel XVIII secolo fu teatro della guerra dinastica per la successione al trono austriaco, che vide la vittoria, sul colle dell'Assietta, delle truppe austro-piemontesi su quelle gallo-ispanico.
Numerose furono le perdite tra i francesi, tra cui il comandante Bellisle, il cui corpo venne sepolto nella parrocchiale di Sauze, dove un'iscrizione latina ancora lo ricorda.
Nel 1939 il suo nome venne italianizzato in Salice d'Ulzio, dizione che perdurò più a lungo di quella di altri paesi della valle.
La sua storia cambia completamente con lo sviluppo dell'attività sciistica sulle Alpi piemontesi, il cui iniziatore fu l'ingegnere torinese Adolfo Kind, che fondò agli inizi del Novecento allo “Ski club Torino”.
Nel 1947 viene realizzata Sportinia, un complesso alberghiero e sciistico, ad opera degli imprenditori Caretta.
Da quel momento si assiste ad un costante proliferare di condomini, alberghi e impianti di risalita, tale da trasformarla in una vera e propria cittadina nei periodi di alta stagione.
Nel 1981, poi, è nata la cosiddetta Vialattea che può essere considerata il comprensorio sciistico più vasto d'Europa, estendendosi da Sauze d'Oulx a Montgenevre (Claviere).
Tra i monumenti meritano di essere citati: la cappella di Sant'Antonio, sulla cui facciata è raffigurato il Giudizio Universale, opera di Bartolomeo e Sebastiano Serra del XVI secolo; la fontana in pietra, con al centro lo stemma degli abati di Oulx, e la parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata nel 1532, con un pregevole altare ligneo del XVIII secolo e un antico fonte battesimale in marmo verde.