Cenni storici su Osasco.
In seguito allo studio effettuato sull’etimologia del toponimo, risulta chiaramente che si tratta di un prediale che deriva dal nome gentilizio latino AUCIUS, attestato nella zona anche come AUCUS, con l’aggiunta dapprima del suffisso gallico -ATEM, poi con il suffisso -ASCUM.
Tra le attestazioni documentate figurano le forme “Osascus” dell’anno 1232, “Oysaschus” che risale al 1396 e “Ossaschus” del 1396.
Probabilmente la sua origine è celtica, ma i primi documenti scritti che ne attestano l’esistenza sono del XIII secolo.
Un atto del 1246, conferma che in quell’epoca fu feudo dell’abbazia di Cavour.
In seguito, nel 1325, l’abate di Cavour vendette la signoria a Filippo di Savoia-Acaia.
Nel 1334 fu invasa dall’esercito del marchese di Monferrato, con il quale la dinastia sabauda era in disputa; la stessa cosa accadde anche nel 1396.
Nel 1406 il feudo passò ai conti di Bricherasio, poi a quelli di Cacherano di Osasco.
Dopo la guerra di successione spagnola tornò a essere un possedimento dalla dinastia sabauda.
Tra il Trecento e il Seicento vi si stabilì una cospicua comunità valdese, che subì una forte repressione e persecuzione.
Durante il periodo della dominazione fascista fu annessa a San Secondo di Pinerolo, ottenendo l’indipendenza nel dopoguerra.
Tracce archeologiche della cultura dei secoli passati sono evidenti nel castello dei conti di Cacherano, della cui originaria struttura medievale, dopo i vari restauri, è rimasto ben poco; l’edificio, che risale ai secoli XVII e XVIII, è tuttora residenza estiva della suddetta famiglia.
Degna di nota per il suo valore artistico è la parrocchiale della Natività di Maria Vergine che, risalente al 1817, presenta uno stile tipicamente rinascimentale.