Cenni storici su Burolo.
La sua denominazione sembra derivare dal personale romano BURRIOLUS, come appare dalla forme, documentate dal 1183, in cui si assiste alla prolessi della “i”: “Buirolus” e “Boirol”.
Dalla forma “Burol” risale, invece, l’attuale esito.
Come è evidente da altre attestazioni, alla base latina già menzionata deve essersi aggiunto il suffisso aggettivale -IUS, frequente nelle denominazioni di un FUNDUS.
Ciò ha dato luogo a “Buyrolius”, “Buroylius” e a “Burolius”, frequentissima forma, quest’ultima, contraddistinta dalla perdita di “j” per dissimilazione.
Le prime notizie storiche inerenti il suo insediamento risalgono al periodo intorno al 1100.
Appartenuta, come feudo a diverse signorie della zona, fu a lungo al centro delle dispute tra Vercelli e Ivrea, di cui visse i contrasti.
Una maggiore serenità cominciò a diffondersi tra gli abitanti quando, nel 1426, il suo territorio venne inglobato nei possedimenti dei Savoia.
Come gli altri comuni del Piemonte, fu attanagliata dalle incursioni militari dei francesi e degli spagnoli.
Il suo passato è testimoniato principalmente dal castello, sebbene dell’originaria struttura si conservi oggi ben poco.
Il suo interno è costituito da una scala baronale recante affreschi allegorici.
Non meno interessante è l’altro castello, edificato in un sito poco distante e facente parte della cinta muraria fortificata, il cui scopo era, chiaramente, quello di corpo di guardia.
Le strutture architettoniche di carattere religioso sono rappresentate dalla parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, dall’elegante facciata barocca cui si accede da una scenografica scalinata ottocentesca in pietra grigia, e dalla cappella di Santa Maria Maddalena.
Quest’edificio, eretto in un avvallamento fra le dorsali della Serra, è affiancato da una chiesa più recente: il complesso ospita un interessante affresco, attribuito al pittore Domenico della Marca d’Ancona, raffigurante il Cristo.