San Benigno Canavese

Piemonte - Torino (TO)

Superficie: 22.19 km² Codice ISTAT: 236
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Descrizione

San Benigno Canavese in sintesi.
Centro di pianura, di antica origine medievale, la cui economia si basa sulle tradizionali attività agricole e su quelle industriali.
I sambenignesi, con un indice di vecchiaia inferiore alla media, vivono per la maggior parte nel capoluogo comunale; il resto della popolazione si distribuisce nei nuclei urbani minori di Cascina Bruciata, Mure, Vauda, Via Rivarossa e Via Volpiano, oltre a in case sparse.
Il territorio ha un profilo geometrico regolare, con variazioni altimetriche appena accennate.
L’abitato, interessato da una forte espansione edilizia, si sviluppa nella pianura alluvionale del torrente.
Lo stemma comunale, partito, è stato concesso con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Sullo sfondo rosso della prima sezione spicca una croce d’oro scorciata, accompagnata, in basso, da un cane fulvo, ritto; lo smalto purpureo del secondo campo, con il capo rosso, reca una croce, scorciata nel braccio superiore, su cui è poggiato, con le zampe posteriori, un cane che attraversa la linea di partizione –il tutto è d’argento–.
Sul tutto, in cuore, campeggia uno scudetto verde in cui si rappresenta un’aquila “al naturale”, in volo spiegato, recante in petto un altro scudetto costituito da una banda d’oro su fondo azzurro.

Localizzazione

Collocazione e territorio di San Benigno Canavese.
È si trova nella parte centro-orientale della provincia, alla destra del torrente Orco, presso la confluenza del Rio Baudino e del torrente Malone, nel basso Canavese.
I collegamenti stradali sono assicurati dalla strada statale n.
460 di Ceresole, che si trova a soli 5 km dall’abitato, e dall’autostrada A5 Torino-Aosta, cui si accede dal casello di Volpiano, a 4 km.
È dotata di stazione ferroviaria propria, lungo la linea Settimo Torinese-Pont Canavese.
L’aeroporto di riferimento è a 15 km; per le linee intercontinentali dirette si utilizza l’aerostazione di Milano/Malpensa, a 111 km.
Il porto è a 175 km.
Gravita su Chivasso, Rivarolo Canavese e Torino per i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su San Benigno Canavese.
La denominazione moderna sostituisce quella antica di FRUCTUARIA, propria delle terre del monastero benedettino.
Il toponimo, nella dizione moderna ufficiale, si connette a SANCTUS BENIGNUS, patrono dell’abbazia di Digione, ed è documentato fin dal 1115.
L’insediamento si formò intorno al monastero benedettino di Fruttuaria, fondato nel 1003 da Guglielmo da Volpiano e noto per il rigore con cui veniva seguita la REGULA SANTI BENEDICTI e per l’autonomia di cui godeva.
Per secoli Fruttuaria fu un centro spirituale di prima grandezza.
Ospitò personaggi illustri, come re Arduino, che visse nell’abbazia da semplice monaco sino alla morte.
L’abitato si sviluppò all’ombra del monastero e ne seguì le sorti.
Nel corso del XV secolo, ormai irrimediabilmente decaduto il potere degli abati, i fondi sui quali si esercitava il dominio dell’abbazia furono riuniti al Ducato di Savoia.
I Savoia amministrarono l’enclave con le stesse norme dello Stato e ignorarono le consuetudini, i privilegi e le concessioni di cui il monastero aveva goduto, suscitando la ribellione degli abitanti.
L’abbazia visse un ultimo periodo di grandezza con il cardinale Carlo Vittorio Amedeo delle Lanze, nel XVIII secolo.
Questi tentò di riportare il complesso alla passata grandezza con l’edificazione di un grandioso palazzo abbaziale e di una sontuosa chiesa in stile barocco.
Delle possenti e severe architetture realizzate dall’abate Guglielmo permangono: il poderoso ricetto, a forma pentagonale, il cui torrione orientale, è ancora quasi integro, e il campanile risalente al Mille, con la sua possente struttura quadrata.
Della chiesa voluta e progettata da Guglielmo non rimangono, invece, che le tracce venute alla luce durante gli scavi archeologici.
Al suo posto, il cardinale delle Lanze fece costruire una nuova basilica, la parrocchiale dell’Assunta, su imitazione della basilica di San Pietro a Roma; al suo interno racchiude preziose testimonianze artistiche.
Altri pregevoli edifici sono: la chiesa di Santa Croce, di bella e significativa architettura barocca; la cappella di San Grato; la cappella della Madonna delle Grazie; il Palazzo abbaziale e il Palazzo comunale, entrambi progettati dal Quarini.

Economia

Struttura economica di San Benigno Canavese.
È sede di Pro Loco.
Il settore primario è rappresentato dall’agricoltura e dall’allevamento.
L’industria è costituita da numerose aziende che operano in diversi comparti.
Il terziario si compone di una discreta rete commerciale oltre che dell’insieme dei servizi.
Tra le strutture sociali figura una casa di riposo.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria; per l’arricchimento culturale è presente la biblioteca comunale.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.
Il servizio sanitario è rappresentato dalla farmacia; per le altre prestazioni occorre rivolgersi altrove.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di San Benigno Canavese.
Ospedale a ChivassoUsl n.
7 di ChivassoCarabinieri a VolpianoGuardia di finanza a TorinoVigili del fuoco a VolpianoPretura di Torino sez.
Rivarolo CanaveseTribunale a TorinoCorte d'Appello a TorinoUfficio Imposte Dirette a Rivarolo CanaveseUfficio del Registro a Rivarolo CanaveseConservatoria dei Registri Immobiliari a Torino IIAeroporto a Torino/Caselle e a Milano/MalpensaPorto a Savona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di San Benigno Canavese.
Offre a quanti vi si rechino la possibilità di godere delle bellezze dell’ambiente naturale, di gustare i semplici ma genuini prodotti locali e di effettuare piacevoli escursioni nei dintorni –interessante è la vicina Riserva naturale della Vauda– oltre a di visitare i monumenti del suo prestigioso patrimonio architettonico.
Tra le manifestazioni: la fiera primaverile, ad aprile; la festa Carosello di Fruttuaria, a giugno, e la fiera d’Autunno, a ottobre.
Il Patrono, San Tiburzio, si festeggia l’11 agosto.
Altri festeggiamenti in onore del Santo si hanno la seconda settimana di luglio.
Il giorno di astensione dal lavoro è il lunedì successivo alla seconda domenica di luglio.

Dati Statistici

  • Superficie 22.19 km²
  • Codice ISTAT 236

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