Cenni storici su Venaria Reale.
La denominazione attuale è recente ed è stata introdotta nel XVII secolo dai Savoia, che la acquistarono trasformandola in una riserva di caccia.
Il toponimo deriva da VENARI, che significa ‘cacciare' e risente dell'influsso francese attraverso il suffisso -ERÌA, applicato qui artificiosamente, al di fuori della normale consuetudine.
La denominazione precedente era Altessano Superiore, la cui esistenza è attestata sin dall'XI secolo.
La sua storia è strettamente legata a quella di casa Savoia, tanto che Emanuele Filiberto, nell'attenta strategia dell'organizzazione del territorio dello stato sabaudo, ne dispose l'assegnazione a persone vicine e sicure.
Fra Sei e Settecento divenne la più bella e celebrata delle residenze sabaude e vi lavorarono tutti i maggiori architetti operanti allora in Piemonte.
Conobbe, agli inizi del Novecento, un notevole sviluppo industriale che interessò soprattutto il settore tessile.
Il compito di realizzare il Palazzo della Venaria, voluto dal duca Emanuele II, fu assegnato al celebre architetto Amedeo di Castellamonte, che prese a modello le grandi residenze reali francesi, in un progetto che comprendeva l'intero abito.
Tuttavia il progetto venne realizzato solo in parte: delle due chiese che dovevano sorgere nella piazza, ne venne realizzata solo una, la parrocchiale di Santa Maria Vergine, le cui strutture interne attuali sono opera di Benedetto Alfieri.
A decorare le sale interne della reggia furono chiamati artisti di grande valore, come Jean Miel e Charles Dauphin.
Nel 1693, durante la guerra che oppose il ducato sabaudo alla Francia di Luigi XIV, le truppe francesi devastarono la reggia, distruggendo gran parte delle opere ivi conservate.
Agli inizi del Settecento Vittorio Amedeo II assegnò il compito di ristrutturare la Venaria all'architetto messinese Filippo Juvarra, che portò a termine la Galleria grande e realizzò la chiesa di Sant'Uberto, che rappresenta una delle tappe fondamentali della storia architettonica del Piemonte.
A Juvarra si deve anche il progetto di un'altra celebre residenza sabauda: la tenuta della Mandria, che include la vasta azienda agricola e il castello.