Cenni storici su Verolengo.
Le attestazioni antiche riportano Virolendo, Virolengum, Verolengo e Verrolengo.
L’interpretazione del toponimo è controversa.
L’ipotesi più attendibile riconduce al personale germanico “Werila”, da “Wera”, con l’aggiunta del suffisso -ING, di tipo longobardo.
La sua particolare posizione geografica e la presenza di bacini idrografici, che costituivano una prima barriera naturale a difesa degli insediamenti umani, ne fecero un luogo di grande importanza strategica fin dall’epoca romana.
Nota come Quadrata, ha dunque un’origine romana, come testimonia la scoperta della necropoli, in cui sono state individuate decine di tombe e vari reperti tuttora conservati nel Museo civico di Torino.
Le prime fonti storiche relative alla sua esistenza risalgono al 1027, quando alcune sue terre furono assegnate alla chiesa eporediese.
A partire dal XII secolo, fu concessa in feudo al marchese di Monferrato.
Per la sua particolare posizione di confine, fu da un lato maggiormente soggetta agli assedi, mentre dall’altro fu favorita dall’accentuarsi delle attività commerciali.
Nel 1631 passò sotto la giurisdizione dei Savoia, che ne assegnarono il governo dapprima ai conti Scaglia e successivamente alla casata dei Tana d’Entraques.
La sua storia seguente non evidenzia avvenimenti di particolare rilievo.
Tra i monumenti del patrimonio storico-architettonico, figurano: il Santuario della Madonnina, ricostruito per la terza volta nell’Ottocento, a testimoniare la sua importanza, rappresenta uno dei più interessanti monumenti neoclassici canavesani; la parrocchiale di San Giovanni Battista, degli inizi del Cinquecento, ma notevolmente rimaneggiata nel 1925; la chiesa di San Michele, affiancata dal caratteristico campanile, e la chiesa della Confraternita della Trinità, della metà del Settecento.