Cenni storici su Borgaro Torinese.
Il toponimo è attestato, a partire dal 1072, con le forme “Bulgarus” e “Burgarus”, diminutivi del latino BURGUS, ‘luogo fortificato’ o ‘torre di guardia’.
La prima variante è contraddistinta da dissimilazione della “r” in “l”.
Entrambe risalgono al periodo delle invasioni barbariche e, conseguentemente, alla nascita dei fortini per le vedette.
L’aggettivo che funge da determinante è evidente derivato di Torino.
Sorta in epoca romana svolse a lungo la funzione di guarnigione difensiva della vicina Augusta Taurinorium (Torino).
Durante il Medioevo divenne possedimento dei duchi di Torino e, quindi, di diverse famiglie del posto, tra cui i Marchisio e i Vaschi.
Da questi ultimi venne ceduta ai Borghesi, importante famiglia torinese.
Divenuta Comune nell’XI secolo, nel 1395 ottenne propri statuti.
Venne provata dalle ripetute invasioni di eserciti stranieri in lotta con il ducato di Savoia.
Nel 1630 fu colpita dalla peste, causa di un forte tracollo demografico.
Sessant’anni più tardi, entrato il Piemonte in guerra contro la Francia di Luigi XIV, venne invasa da un reggimento austriaco che arrecò danni tali che il governo locale non riuscì né a pagare le imposte né a elargire indennizzi ai feudatari e al duca.
I feudatari regnanti, i Birago, di antica origine lombarda, poco graditi al marchese Druent, proprietario di tutte le terre circostanti, vennero persino citati nel testamento di quest’ultimo: prescrisse che il suo erede universale avrebbe potuto disporre di tutti i suoi beni solo se non avesse venduto mai nulla ai Birago.
Nella seconda metà del XVIII secolo Renato Birago supplicò Carlo Emanuele III di invalidare quelle condizioni e, una volta eliminate, tutto l’insediamento entrò a far parte dei domini dei Birago.
Nel 1713 le venne aggregata la borgata di Altessano.
Di particolare rilevanza artistica è il palazzo Birago di Borgaro, eretto nel XVIII secolo su progetto del conte Ignazio Renato.
Ricostruito su disegno del Viana, nel 1861 passò all’avvocato Giani che lo cedette alla congregazione delle suore della carità di Santa Giovanna Thouret.
Dello stesso periodo è la parrocchiale, al cui interno c’è un’importante reliquia di San Benedetto.
Vi è, infine, il castello dedicato a Santa Cristina, eretto nel Seicento su ordine del conte François Havard de Sénantes.