Cenni storici su Strambinello.
Il toponimo, citato per la prima volta nel 1175, è un diminutivo di Strambinus, che a sua volta deriva dal latino STRAMBUS, ‘storto’, giustificato, con ogni probabilità, dalla posizione dell’abitato sull’obliquo pendio collinare.
Feudo dei conti di Castellamonte e in seguito di quelli di San Martino, partecipò al tuchinaggio, ovvero alla rivolta popolare del XIV secolo, che interessò tutta l’area del Canavese e che causò ingenti danni all’abitato, tra cui la distruzione del castello.
Seguì, dunque, le sorti degli altri borghi dell’area Canavese: distrutti dalle lotte tra guelfi e ghibellini, riconquistarono una certa tranquillità politica sotto il dominio di casa Savoia, a partire dalla metà del Trecento.
La sua parte più antica, assai pittoresca, è raggruppata intorno ad un torrione medievale.
Di grande interesse è poi il cosiddetto Ponte dei preti, costruito nell’Ottocento, che insieme agli altri due ponti che sovrastano il torrente, rende la località particolarmente suggestiva.
Degna di menzione è, infine, la parrocchiale di Sant’Ilario vescovo, di recente costruzione.