Cenni storici su Cafasse.
Il toponimo è attestato, dal 1167, dalla forma “Cafasse”, riconducibile probabilmente a “Cafassa”, dall’arabo “Qafas”, ‘gabbia’, nel senso qui di ‘sbarro’.
Secondo alcuni studiosi che non accettano questa ricostruzione, la denominazione deriverebbe da “Ka”, ‘case’, e “Fase”, possibile cognome, oppure dal plurale di “Cafasa”, variante di “Cabasa”, “Gabasa”, indicante ‘cesta, sorta di paniere’, connesso a CAPERE.
Sorta in epoca medievale, il suo insediamento si formò quando sul posto i primi colonizzatori iniziarono a costruire cascine sul terreno precedentemente disboscato.
La sua storia non è contraddistinta da particolari eventi storici e pochi sono i documenti che danno testimonianza di rilevanti accadimenti.
La mancanza di un castello è sicuramente uno dei motivi per cui non fu al centro delle questioni tipiche del periodo feudale.
In epoca più moderna venne sottomessa a Balangero e Mathi; intorno al 1600 i suoi abitanti cominciarono a chiedere una propria indipendenza, raggiunta appieno solamente nel 1767.
Tra gli emblemi monumentali di maggiore interesse storico-architettonico figurano: il ponte del Roch, oggi detto del diavolo, costruito, secondo la leggenda dal diavolo, nel 1378; la parrocchiale, posta in piazza Vittorio Veneto, avente tre navate, e la parrocchiale di Monasterolo, eretta nei primi anni del Settecento.