Cenni storici su Luserna San Giovanni.
Il toponimo, secondo alcuni studiosi, deriva dal sostantivo LUCERNA, ‘fanale’.
Altri invece, partendo dalla presenza del radicale -ISA, ricorrente in nomi di fiumi europei, mettono in relazione “Luserna” con gli idronimi Isorno, Isarno.
Il determinante, invece, ha un’etimologia che va associata al nome di una frazione del Comune stesso.
Tra le attestazioni più remote figurano le dizioni “Luserna” de 1131, “Lucerna” del 1223, “Lucerna” del 1215, “Locerna” del 1263.
L’organizzazione burocratica attuale risale al 1872, quando Luserna e San Giovanni si unirono, perché, nel 1657, si erano divisi per motivi religiosi (Lucerna era cattolica, San Giovanni era valdese).
Alcuni documenti dell’XI secolo attestano la sua esistenza come feudo dei signori di Luserna, di antica origine francese.
Il duca Emanuele Filiberto dovette affrontare il problema della presenza di una cospicua comunità valdese; così il suo successore Carlo Emanuele I.
La comunità valdese chiese a quest’ultimo di potersi separare burocraticamente da quella cattolica, ma la proposta non fu accettata; le fu, invece, riconosciuto il diritto di poter vivere a San Giovanni, solo quando fu emanata la Patente di grazia del 18 agosto 1655.
La divisione dei beni fra le due comunità fu affidata al consigliere Andrea Gastaldo.
Durante il periodo napoleonico, i valdesi videro cessare tutte le discriminazioni nei loro confronti potendo costruire anche un tempio per la pratica del loro culto.
Caduto l’impero napoleonico, il potere tornò prima a Vittorio Emanuele e poi a Carlo Felice: rimettendo in vigore la Convenzione Cavour ripresero a discriminare i valdesi.
Nel 1848 salì al trono Carlo Alberto, che con l’editto di parificazione face cessare ogni differenziazione nei confronti dei valdesi.
Vittorio Emanuele II approvò con un decreto regio del 1 ottobre 1871 l’unificazione di Luserna e San Giovanni.
Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: il palazzo comunale costruito dopo l’unificazione e terminato nel 1876, per opera di Angelo Bottiglia; la chiesa di San Giovanni Maggiore, di epoca altomedievale; il palazzo dei conti Luserna, nella parte meridionale della piazza Canavero, al cui centro si leva un grande castagno (albero della libertà piantato nel 1798); la chiesa del Sacro Cuore di Gesù del 1913; il rifugio per gli incurabili Re Carlo Alberto I, costruito nel 1896 dal pastore valdese William Meille, e il rifugio per anziani di San Giovanni, edificato nel 1895 per opera del pastore Antonio Gay.