Regione Piemonte

8 Province 1211 Comuni 0 Abitanti Codice: 01

Descrizione

Regno di Sardegna nel XVIII secolo, fu il fulcro su cui si costituଠl’attuale stato unitario italiano. Tramite naturale tra la Penisola e l’Europa, era ed è attraversato da traffici commerciali notevoli essendo interessato dal “triangolo industriale” formato da: Torino, Milano e Genova. Ospita numerose opere militari, segno di un passato travagliato e combattivo che ha segnato il carattere dei suoi abitanti, (famoso il detto: “Torino: pane e tamburino”). Ricco di panorami diversi come le sue genti, il Piemonte ha saputo trovare nel tempo unione e sviluppo. Sempre a confronto con il vicino francese, ha cercato e mantenuto identità  e indipendenza nei confronti dello straniero. Compreso tra il confine francese (lambisce i dipartimenti della Provenza e della Savoia) e la Lombardia, da nord a sud è situato tra la Val d’Aosta, la Svizzera (confina con i cantoni Vallese e Ticino) e la Liguria, nonchà©, per un breve tratto, l’Emilia Romagna. Privo di sbocco verso il mare, si puಠsuddividere tra le aree: di pianura (al centro), collinare (nella parte meridionale) e montuosa (ad arco sul versante nord-occidentale). La sua posizione è stata di grande interesse strategico per il limitato numero di varchi nelle catene montuose: chi controllava i valichi poteva concedere o negare il passaggio di eserciti, il che ha contribuito a consolidare la fortuna della millenaria dinastia Savoia, detti “i signori dei passi”. Collegamenti. I principali valichi transfrontalieri sono cinque per la Francia (A32 Torino-Bardonecchia, la statale n. 24 del Monginevro, la n. 25 -E70- del Moncenisio, la n. 21 della Maddalena, la n. 20 -E74- del Colle di Tenda e di Valle Roja) tre per la Svizzera (la strada statale n. 33 -E62- del Sempione, la n. 337 della Val Vigezzo e la n. 34 del Lago Maggiore). Le vie di comunicazione meglio distribuite sul territorio sono le strade statali, provinciali e comunali, il cui sviluppo complessivo ammonta a ben 21.676 km; nonostante cià², l’intero apparato non è ancora pienamente sufficiente a sopportare il carico a cui è sottoposto. Quasi 800 chilometri sviluppa, invece, la rete delle autostrade: la A32 Torino-Bardonecchia, la A6 Torino-Savona, la A21 Torino-Brescia, la A5 Torino-Aosta, la A4 Torino-Milano-Trieste, la A26 Voltri-Gravellona Toce. A completare il quadro delle infrastrutture viarie contribuiscono le ferrovie, sia private che statali, le quali ultime sviluppano 1.829 km, ovvero circa 1/8 della rete nazionale. Per quanto riguarda il trasporto aereo, l’unica struttura di rilievo è l’aeroporto “Sandro Pertini”, sito nel comune di Caselle Torinese (circa 240 voli nazionali e 250 collegamenti su rotte europee). L’aeroporto di Cuneo/Levaldigi, nel comune di Savigliano (CN), svolge un ruolo di rilevanza pi๠che altro regionale mentre l’aeroporto di Milano/Malpensa garantisce voli di linea su tutte le rotte intercontinentali. Il porto di Genova, in Liguria, assicura ogni genere di trasporto marittimo. Territorio. La sua morfologia è sinteticamente rappresentata dal nome stesso della Regione: Piemonte, ovvero ‘che si trova ai piedi dei monti’. Circa il 70% della sua superficie, infatti, è occupata da rilievi montuosi o collinari. La sua formazione risale all’epoca cenozoica, quando il ciclo orogenetico portಠall’innalzamento del fondale marino; i corrugamenti che ne derivarono portarono alla formazione della catena alpina primitiva. Le attuali catene che delineano l’arco piemontese sono, da sud a nord: le Alpi Marittime, le Cozie, le Graie, le Pennine, le Lepontine. L’idrografia del territorio è costituita da un complesso sistema fluviale, centinaia di ghiacciai (oggi quasi tutti in ritiro) e alcuni laghi, come il Maggiore e altri di minor estensione. Il fiume principale è il Po, che sorge sul Monviso; i suoi maggiori affluenti sono, da sud a nord: lo Scrivia, l’Orba, il Bormida, il Tanaro, la Stura di Demonte, il Maira, il Chisone, la Dora Riparia, la Stura di Lanzo, l’Orco, la Dora Baltea, il Sesia, l’Agogna e il Ticino. La Regione ha una notevole rilevanza naturalistica, grazie all’ottimale rapporto tra uomo e natura; la scarsa antropizzazione di alcune aree ha permesso, infatti, la conservazione di un ambiente pressochà© intatto. La vegetazione presenta sostanzialmente immutate le sue caratteristiche originarie, grazie alla costituzione di numerose e preziose aree protette che, come spesso avviene lungo i confini piemontesi, proseguono in territorio francese, formando cosଠveri e propri polmoni verdi per tutta l’Europa. Nel dettaglio, la provincia pi๠a nord, Verbano-Cusio-Ossola, è nota per la dolcezza del clima e per la natura intatta e caratteristica; la provincia di Vercelli, pi๠a sud, presenta un panorama variegato che va dalle pendici del Monterosa alle risaie, di cui Vercelli è considerata la capitale europea; procedendo si incontra la provincia di Novara, naturale tramite tra la Lombardia e il Piemonte, anch’essa popolata da numerose antiche aziende agricole dedite alla coltura risicola; segue, quindi, la provincia di Biella, ricca di pascoli e di caratteristiche fattorie fortificate denominate “ricetti”, di cui il pi๠famoso è quello di Candelo; molte sono le aree dalla natura incontaminata, pur essendo presenti anche molti lanifici, i cui prodotti sono noti in tutto il mondo. Il Canavese, area all’interno della provincia di Torino, è il nucleo storico del Piemonte; le ricche industrie presenti sono inserite nell’ambiente senza stravolgerlo: un raro connubio tra progresso e tradizioni. La provincia di Alessandria è prevalentemente collinare e forma, in comunione con quella di Asti, il cosiddetto Monferrato. Entrambe le province sono, in buona parte, terre di vigneti, la cui economia si basa, quindi, soprattutto sull’agricoltura e sul turismo ad essa legato. àˆ una zona tradizionalmente contesa per la posizione geografica e l’importanza commerciale ad essa legata, poichà© è il tramite naturale tra la Liguria e le ricche città  del nord. Ultima delle province è Cuneo, la pi๠grande d’Italia, formata da terreno montuoso e collinare, nota soprattutto per i suoi prodotti quali le nocciole e i tartufi. La spettacolarità  dei paesaggi è immutata da secoli: dalle Langhe (formate da dolci colline che raggiungono le pendici dei monti liguri) fino al Roero (vero e proprio dedalo di colline o altopiani). Dalla sostanziale conservazione di condizioni ambientali favorevoli è stata avvantaggiata anche la fauna locale: specie autoctone hanno potuto sopravvivere e, in periodi favorevoli, ripopolare le zone dalle quali erano scomparse (in Europa tutti gli stambecchi erano estinti, fuorchà© nell’area del Gran Paradiso). Il sottosuolo offre risorse minerarie che hanno rivestito notevole importanza fin dalla preistoria.   Clima. Relativamente all’orografia, si individuano nella regione: un clima alpino, uno padano e uno pedemontano. La regione montana è caratterizzata da forti escursioni termiche diurne (circa 9 °), da escursioni annue non egualmente rilevanti, da temperature medie annue pi๠basse che in pianura (circa -5 °), da venti locali d’incanalamento, da frequenti giorni di sereno in inverno e nuvolosità  in estate, da piovosità  modesta all’interno delle valli e crescente verso l’alto, con massimi sulle Alpi Graie, prevalentemente primaverili e autunnali. Le colline pedemontane hanno temperature particolarmente elevate (10à·12 °) medie annue ed abbondanti precipitazioni (oltre 1.500 mm annui). In pianura, come anche nelle zone di collina del Monferrato e delle Langhe, ad un’accentuata continentalità  delle condizioni termiche, con inverni piuttosto freddi (circa 2 ° medi in inverno) ed estati calde (circa 25 ° medi in estate), si accompagnano precipitazioni relativamente uniformi e modeste come quantità , con due massimi, uno primaverile, predominante nella parte occidentale, e l’altro autunnale, pi๠marcato, che si registra nella parte orientale, per un totale di circa 1.000 mm annui. I venti dominanti nella regione, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala in cui si inseriscono anche venti eccezionali come il fà¶hn, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, che sono generate dal differente riscaldamento diurno e notturno tra le cime dei monti e le valli. Attività  produttive. Benchà© la morfologia del Piemonte rappresenti spesso un elemento di criticità , l’agricoltura e l’industria di trasformazione ad essa correlata rivestono un’importanza primaria nelle risorse economiche regionali. In pianura si ha principalmente la produzione di cereali (riso in particolare), seguita, per quantità , da quelle di: granturco, frumento, ortaggi (barbabietole soprattutto), soia e frutta (da altofusto e sottobosco). In collina il maggior prodotto è il frumento, seguito da: uva da vino, granturco, orzo, ortaggi, frutta. In zona montana si producono in particolare ortaggi e, in ordine decrescente: frumento, orzo e frutta. L’allevamento del bestiame, sia per l’industria casearia che per quella della carne, è onnipresente soprattutto per le razze bovine (alpina e frisona); in minore quantità  sono allevati anche suini e ovini. Grazie alla disponibilità  di pascoli alpini, la produzione di carni pregiate ha una forte incidenza sul mercato del settore. Altro derivato dell’agricoltura, che assurge a dignità  propria, è il vino, che in Piemonte ha molti celebri esempi: Barolo, Freisa, Erbaluce, Barbera, Moscato, Arneis e Barbaresco, ai quali se ne possono aggiungere molti altri. La tradizione industriale, dal suo canto, è fortemente concentrata sul territorio: l’esempio pi๠macroscopico è offerto dalla casa automobilistica italiana per antonomasia, che è la pi๠grande fabbrica del Paese e permea la vita economica di gran parte del Piemonte. Nuovi segnali di sviluppo stanno arrivando dall’industria delle telecomunicazioni e da quella alimentare. Il terziario è ben articolato e costituisce un’importante entrata per il Pil regionale: notevole apporto economico è dato dalla presenza degli istituti bancari tra i pi๠floridi d’Italia. Significativa voce delle esportazioni è quella fornita dalle storiche società  per la produzione di energia elettrica che, soprattutto grazie ai loro invasi, producono pulita energia idroelettrica per buona parte del fabbisogno nazionale; è presente anche una centrale nucleare in via di dismissione. Analisi statistica. Area sociale. Le statistiche culturali e sociali varie vedono la regione collocarsi, nel complesso, al di sopra delle medie nazionali; occupa il nono posto per diffusione di periodici per abitante con 78 copie contro le 66 della media nazionale e il settimo per spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari. Vicino ai valori medi nazionali è il numero di laureati e diplomati su mille abitanti. Per quanto riguarda le statistiche sanitarie si colloca lievemente al di sotto della media nazionale sia sul versante pubblico sia su quello privato. Area economica. L’apporto pi๠consistente all’economia regionale è dato dal terziario con una percentuale lievemente inferiore alla media italiana (61%); buona è la percentuale relativa al valore aggiunto del settore industriale (36,4%) mentre inferiore ai valori medi nazionali è l’apporto dato dal settore agricolo (2,6%). Nella graduatoria dei conti economici pro-capite la regione si colloca su posizioni superiori alle medie nazionali con il nono posto per Prodotto Interno Lordo e il decimo posto per i consumi. Per quanto riguarda la graduatoria degli occupati per 1.000 abitanti occupa il sesto posto con 398 occupati contro 346,5 della media italiana. Area demografica. Quasi il 74% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 2.000 abitanti e la classe di ampiezza demografica che va dai 500 ai 1.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero dei comuni (283). La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale con una popolazione che si avvicina ad un milione di abitanti. La regione occupa il sesto posto nella graduatoria dell’indice di vecchiaia con un valore sensibilmente superiore alla media italiana. Per quanto riguarda la vita media con 73,2 anni per gli uomini e 79,9 anni per le donne occupa rispettivamente la quattordicesima e la tredicesima posizione. Area ambientale. La superficie territoriale secondo la zona altimetrica presenta una composizione prevalentemente montuosa (43,3%) superiore alla media nazionale; inferiore ai valori nazionali è la percentuale di superficie collinare (30,3%), il 26,4% di superficie pianeggiante completa l’estensione territoriale della regione.

Storia

Le prime testimonianze della presenza umana risalgono al neolitico. In epoca protostorica il territorio è già  suddiviso tra diverse etnie celto-liguri. Popolazione di lingua non indoeuropea, quella ligure ha lasciato solo testimonianze indirette della propria civiltà , probabilmente ritirandosi tutta al di là  della Dora Baltea e a sud del Po. La popolazione era stanziata in base ad aggregazioni tribali, tra le quali si distinguevano i Salassi, che dominavano tutto l’alto Canavese e la Valle d’Aosta, anche se di qui spesso transitavano i celti invasori, pur senza fermarsi come conquistatori. L’esercizio della pastorizia transumante e lo sfruttamento delle attività  minerarie favorirono i contatti con l’opposto versante alpino; si affermà², cosà¬, per tutto il comprensorio montano (francese e italiano) un ecosistema unitario nelle sue espressioni culturali. Le prime fonti storiche risalgono ai primi contatti con i romani; tra i motivi di interesse per Roma i principali furono la presenza di minerali metalliferi e la posizione geografica. Il problema del transito sui valichi alpini assunse dimensioni rilevanti in occasione delle campagne di Cesare in Gallia. Dopo le vicende delle guerre civili, che toccano solo marginalmente il Piemonte, si conclude con Augusto la conquista delle Alpi, sino a quel momento rimaste in parte estranee e ostili a Roma. L’era augustea, come nel resto d’Italia, segnಠl’inizio della stabilità , dell’equilibrio amministrativo, del crescente benessere generale. Nel nuovo ordinamento dato da Augusto all’Italia il Piemonte fu diviso fra IX Regio Liguria (territori a sud del Po) e XI Regio Transpadana (territori a nord del Po), di cui faceva parte Augusta Taurinorum (Torino). Dopo la caduta dell’impero romano, l’area sarà  assoggettata al dominio longobardo, che segna la fine delle scorrerie delle popolazioni barbare (burgundi, goti e bizantini). Carlo Magno conquisterà  l’Italia varcando il confine presso Chiusa San Michele nel 773, sottoponendo ai franchi la regione. Nel IX secolo, con l’avvento dell’età  imperiale, il Piemonte fu suddiviso in marche; quella d’Ivrea fu la pi๠fortunata e conobbe il suo apice con Arduino nel 1050. La regione venne suddivisa tra quattro famiglie: Savoia a nord ovest, Monferrato a sud, gli Acaia in area centrale, mentre la parte orientale era sotto il dominio dei Visconti di Milano. Alterne vicende portarono tutto il territorio sotto il dominio dei Savoia dopo il breve periodo comunale che aveva portato la Lega Lombarda a sconfiggere il Barbarossa (1175) nell’assedio di Alessandria (allora Cesarea). Nel periodo di sua maggior espansione lo stato a nord lambiva Ginevra, a sud comprendeva Nizza e quasi tutta l’attuale Liguria, a ovest confinava con il delfinato francese e ad est con la Lombardia. Durante i secoli XVI e XVIII, il regno di Francia occupಠper breve tempo il Piemonte ed in quest’ultima occasione, si verificಠil noto eroico episodio di Pietro Micca (1706). Torino entra negli interessi politici europei durante la guerra di successione spagnola, nel corso della quale i regni di Austria e di Francia si affrontarono per ottenere la corona di Spagna rimasta vacante. Grazie alla battaglia di Torino le sorti furono favorevoli agli austriaci, con cui i Savoia erano alleati. Dal conseguente trattato di pace la casa piemontese assunse lo status di “reale” e ottenne notevoli territori (tra cui la Sicilia) e la restituzione di quelli che le erano stati sottratti dai Borbone di Francia. A sconvolgere lo stato delle cose fu il ciclone napoleonico: nel 1796 le armate del Bonaparte entrarono nella città  determinando notevoli cambiamenti istituzionali e artistici. Con la restaurazione, ripristinati i suoi confini, lo stato sabaudo cerca di cancellare l’ondata di modernità  ma non ci riesce. Cambia, allora, radicalmente politica, fino ad arrivare, con Carlo Alberto, a promulgare lo Statuto (Albertino, appunto), diventando, cosà¬, una monarchia costituzionale. Fu il primo di tutta una serie di cambiamenti, che stimolarono l’afflusso, da tutta la penisola, di intellettuali liberali e sempre pi๠vivi fermenti risorgimentali. Ne scaturଠuna politica innovativa all’interno (con le leggi Siccardi, per esempio, si pose termine alla tassazione da parte della Chiesa) e aggressiva all’estero, nei confronti degli austriaci, prima, dello stato borbonico, poi, e, infine, di quello della Chiesa (con conseguente scomunica per i Savoia). Col risorgimento inizià², insomma, un gran fervore politico e culturale, con iniziative in campo sociale notevoli e all’avanguardia (famosa l’opera di Don Bosco e dei Salesiani). Con la costituzione dello Stato italiano, nel 1861, la regione fece registrare grandi mutamenti all’insegna dell’innovazione di strutture che, seppur all’avanguardia in Italia, erano rimaste arretrate rispetto al resto d’Europa. Si costituà¬, tra l’altro, la famosa Accademia delle Scienze, in cui ricercatori, scienziati, ingegneri e luminari potevano confrontarsi e comunicare per portare a termine progetti importanti come, ad esempio, il traforo del Frejus. Proprio l’unificazione italiana, perà², determinà², indirettamente, una lenta e graduale perdita d’importanza per il Piemonte, sia economica che politica, in favore di Roma e Milano. Cosà¬, malgrado i suoi primati importanti (la prima società  telefonica, di radiotrasmissione, televisiva, di calcio, le industrie cinematografiche e di moda), Torino ha perso, col tempo, il suo ruolo privilegiato, pur senza scadere a livello di secondaria importanza. Non a caso, la città  in cui erano nati, nella realtà  delle fabbriche, i primi movimenti operai, negli anni ’60 del Novecento faceva registrare un nuovo scatto nello sviluppo con la grande espansione delle maggiori fabbriche, il conseguente massiccio flusso migratorio dal meridione, le inevitabili tensioni sociali. Ora il Piemonte è alle prese col cosiddetto post-industriale.

Servizi

Turismo. Notevole interesse è riservato all’enogastronomia, per la gran qualità  e genuinità  dei piatti e dei vini, soprattutto nelle Langhe e nel Roero: famosa è la fiera del tartufo di Alba. Rinomatissime sono le località  sciistiche, da Bardonecchia a Limone Piemonte. Le pi๠note località  di rilevanza naturalistica sono senza dubbio i numerosi parchi e riserve, cui è dedicata una superficie totale di ben 197.000 ha: il principale è il Gran Paradiso, in comune con la Val d’Aosta, meta di generazioni di alpinisti; altri di notevole estensione sono: il Parco delle Alpi Marittime (CN), il sistema delle aree protette della fascia del Po, il Parco Naturale Orsiera-Rocciavrà© (TO), solo per citare i maggiori. Capaci di incentivare il movimento turistico sono anche le attività  culturali e i numerosi esempi di architettura di importanza storico-artistica, disseminati su tutto il territorio: dalle elaborate costruzioni in stile barocco alle residenze sabaude. Tra le iniziative culturali di spicco vanno annoverati: il “Settembre Musica”, che offre spettacoli e concerti di rilevanza internazionale, la “Fiera del libro”, il “Salone dell’automobile di Torino”, in diretta contraposizione a quello di Ginevra. Numerose sono le manifestazioni folcloristiche come, ad esempio, il Carnevale d'Ivrea o il Calendimaggio. La presenza di gruppi etnici e comunità  storiche come i Walser o i Valdesi offre una pluralità  di culture che si affiancano a quella locale occitana con le loro tradizioni e lingue tipiche. Altro richiamo è dato dalle numerose opere militari: dai castelli, numerosi in tutta la regione, ai forti di concezione pi๠evoluta, come la Cittadella di Alessandria o i forti di Exilles e dello Chaberton. Non è secondario il flusso turistico richiamato da eventi o simboli religiosi: le rare ostensioni della Sacra Sindone, ciascuna delle quali fa registrare centinaia di migliaia di presenze; antiche abbazie come quella dei Santi Pietro e Andrea della Novalesa di epoca carolingia o la pi๠nota Sacra di San Michele (oggi riconosciuta come simbolo del Piemonte); i santuari di Oropa e della Consolata. Sport. La natura del territorio permette di praticare ogni disciplina sciistica e numerose altre attività  sportive all’aria aperta: dalla canoa all’alpinismo, dal mountain bike, al parapendio. Il gioco del calcio è seguitissimo, potendo contare su squadre in ogni serie e categoria, dalla pi๠prestigiosa a quelle per dilettanti. Numerosi sono i campi da golf e i circoli di canottaggio. Le associazioni e i club sportivi sono innumerevoli, a testimonianza di un interesse vivo e sentito. Le maggiori glorie olimpiche sono recentemente venute dallo sci e dal nuoto. Trasporti. La rete dei trasporti è distribuita in modo non uniforme per la morfologia del terreno, per i vincoli paesaggistici e per la disomogenea concentrazione degli abitati. In particolar modo le zone montuose sono pessimamente servite sia da strade che da ferrovie, eccezion fatta per la Val di Susa, unica agevole frontiera con la Francia, su cui sono previsti massicci investimenti per un ulteriore sviluppo (alta velocità  e lunghi tratti di gallerie per non gravare ulteriormente sull’ambiente). I valichi alpini di confine attraversati da strade statali o autostrade sono cinque (Sempione, Moncenisio, Monginevro, Maddalena, Tenda) mentre numerosi sono gli attraversamenti su antiche mulattiere e sentieri, oggi utilizzati solo da gitanti. Quelli che consentono il collegamento con la Liguria sono due: Nava e Turchino. I passi non sempre sono agibili per tutto l’anno; solo grazie al tunnel del Frejus i collegamenti sono garantiti. Ogni comune è servito da mezzi pubblici di trasporto, anche se, a volte, di ridotta frequenza. Esiste una linea di battelli, operanti sul Lago Maggiore, per il collegamento con la Lombardia e con la Svizzera. La ferrovia consente collegamenti con le principali città  italiane frequenti e capillari, addirittura in espansione. Il principale nodo ferroviario è quello di Torino, che puಠcontare, in area urbana, su quattro stazioni, tra le quali la principale è quella di Porta Nuova. Vi sono tratti di ferrovia, soprattutto in provincia di Asti, destinati soprattutto ai turisti e caratterizzati dall’impiego di vecchie motrici a vapore e vagoni d’epoca o dallo scartamento ridotto, come la cremagliera di Superga. Attualmente in Torino fervono i lavori per realizzare un passante ferroviario e, soprattutto, l’attesa metropolitana. Le autostrade sopportano la maggior parte del flusso di merci in passaggio; sono sei e tutte convergono (direttamente o con “bretelle”) con la tangenziale del capoluogo. Sanità . Nel territorio regionale operano decine di ospedali, distribuiti in tutte le province; molti sono tra i pi๠importanti e all’avanguardia a livello nazionale tra cui: Le Molinette di Torino, il Mauriziano di Torino, il CTO ICORMA di Torino (cui, purtroppo, devono ricorrere frequentemente gli sciatori). Numerose sono anche le case di cura private e quelle di lungodegenza. Gli impianti termali sono ben 15, dislocati in quasi tutte le province ma soprattutto in quelle di Alessandria e di Cuneo; tra i pi๠noti sono quelli di Vinadio (CN), di Acqui Terme (AL), di Crodo (NO) e di Lurisia, località  del comune di Roccaforte Mondovଠ(CN). Istruzione e cultura. Le università  hanno sedi dislocate in tutte le province, anche se la maggiore concentrazione si trova nel capoluogo regionale. A Torino è presente un antico e funzionale ateneo (fondato nel 1404), al quale si affianca il politecnico, tra quelli all’avanguardia in Europa. Ai tanti corsi di laurea pi๠ricorrenti in Italia si aggiungono tipologie pi๠specifiche, quali il DAMS, per lo spettacolo, o il SAA, per l’amministrazione aziendale. Nel 1998 è stata istituita l’Università  del Piemonte Orientale, con rettorato a Vercelli e varie facoltà  ad Alessandria, Novara e, ovviamente, nella stessa Vercelli. Il nuovo ateneo è intitolato ad Amedeo Avogadro, scienziato noto nel mondo, nato in questi luoghi. Il sistema scolastico si avvale di una ricca rete distribuita su tutto il territorio regionale, formata da scuole e istituti di istruzione di ogni ordine e grado. Numerosissime biblioteche, musei grandi e piccoli, accademie, conservatori, centri di studio e associazioni culturali assicurano un forte impulso alla formazione, all’arricchimento intellettuale e alla conservazione delle tradizioni in ambito locale.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Torino, è formato da 60 membri ed è strutturato in 8 commissioni permanenti (I Programmazione, bilancio e patrimonio, organizzazione e personale, politiche comunitarie, enti strumentali e partecipazioni regionali; II Pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia residenziale, trasporti e viabilità , espropri, opere pubbliche, navigazione e comunicazioni; III Agricoltura, montagna, foreste, mercati, turismo, acque minerali e termali e risorse idriche, caccia e pesca; IV Sanità , assistenza, servizi sociali, politiche degli anziani; V Tutela dell’ambiente e impatto ambientale, inquinamento, scarichi industriali e smaltimento rifiuti, sistemazione idrogeologica, protezione civile, parchi e aree protette; VI Cultura e spettacolo, beni culturali, musei e biblioteche, istruzione ed edilizia scolastica, università , politiche dei giovani, sport e tempo libero, cooperazione e solidarietà ; VII Industria, lavoro, formazione professionale, energia, cave e torbiere, artigianato e commercio, movimenti migratori; VIII Affari istituzionali, enti locali, controlli, adempimenti Legge 142/90, polizia locale) e 8 speciali (Regolamento interno del Consiglio; Giunta delle elezioni; Consultiva per le nomine; Vigilanza della biblioteca; Speciale per lo statuto della Regione Piemonte; Speciale XX Giochi Olimpici Invernali 2006 e sport invernali; Solidarietà  della Regione Piemonte; Referendum). La Giunta regionale ha sede a Torino ed è composta dal presidente e, normalmente, da dodici assessori. Presso gli assessorati operano anche Consulte, Comitati e Commissioni, oltre ad altre strutture. Istituzioni sub-regionali. Sono presenti, tra le altre: 46 Comunità  montane, 22 Aziende Usl e 76 distretti scolastici. Lo stemma regionale, adottato con Legge del 1984, assume una forma quadrata e riproduce, su sfondo rosso, una croce d’argento attraversata da un lambello azzurro a tre gocce. L’insegna evoca lo stemma della casata dei Savoia e risale al 15 agosto 1424, giorno in cui Amedeo VIII, primo duca di Savoia, conferଠal figlio primogenito Amedeo il titolo di “principe di Piemonte”; fu allora che al tradizionale disegno “di rosso alla croce d’argento” fu aggiunto il lambello azzurro, a voler segnare una differenza dallo stemma di Casa Savoia. Comunità  montane. Quattro in provincia di Alessandria; una in provincia di Asti; sette in provincia di Biella; nove in provincia di Cuneo; una in provincia di Novara; tredici in provincia di Torino; dieci in provincia di Verbano-Cusio-Ossola; una in provincia di Vercelli. Unità  Sanitarie Locali. Per il Piemonte, sono state costituite 22 Usl: Alba (CN), Alessandria, Asti, Biella, Casale Monferrato (AL), Chieri (TO), Chivasso (TO), Ciriè (TO), Collegno (TO), Cuneo, Ivrea (TO), Mondovଠ(CN), Novara, Novi Ligure (AL), Omegna (VB), Pinerolo (TO), Savigliano (CN), Torino I, Torino II, Torino III, Torino IV e Vercelli. Distretti scolastici. Sette in provincia di Alessandria; due in provincia di Asti; due in provincia di Biella; dieci in provincia di Cuneo; quattro in provincia di Novara; quarantaquattro in provincia di Torino; tre in provincia di Verbania; quattro in provincia di Vercelli.

Province della Regione

8 province
Alessandria

AL

190 comuni

Codice: 006

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Asti

AT

121 comuni

Codice: 005

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Biella

BI

84 comuni

Codice: 096

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Cuneo

CN

250 comuni

Codice: 004

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Novara

NO

88 comuni

Codice: 003

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Torino

TO

315 comuni

Codice: 001

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Verbano-Cusio-Ossola

VB

77 comuni

Codice: 103

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Vercelli

VC

86 comuni

Codice: 002

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Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Albaretto della Torre Cuneo 0 0 m
Brignano-Frascata Alessandria 0 0 m
Carmagnola Torino 0 0 m
Volvera Torino 0 0 m
Grèggio Vercelli 0 0 m
Crevacuore Biella 0 0 m
Alto Cuneo 0 0 m
Cabella Lìgure Alessandria 0 0 m
Casalborgone Torino 0 0 m
Guardabosone Vercelli 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Piemonte
  • Codice ISTAT 01
  • Ordine alfabetico 12
  • Numero province 8
  • Numero comuni 1211
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 20,97 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Piemonte

Capoluogo di Regione

Torino

Provincia: Torino (TO)

Vedi scheda